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Tuesday, June 22, 2021

Dewa Budjana - Naurora (June 2021 MoonJune Records)

Naurora is undoubtedly Dewa Budjana's most ambitious work yet. Progressive, fresh, engaging, technically brilliant. Budjana’s tunes consistently clasp his listeners in a drape of gorgeous melodies, showpiece guitar parts and astounding ensemble passages that have a spacious air. Naurora, has is an exhilarating mix of styles, it delivers a succession of memorable motifs. It melds East Asian music with progressive jazz fusion and some occasional elements of rock, but most of all it delivers an idiosyncratic sound that is instantaneously identifiable as Dewa Budjana’s own.

1. Naurora 11:03
2. Swarna Jingga 06:51
3. Kmalasana 07:05
4. Sabana Shanti 07:50
5. Blue Mansion 07:48

DEWA BUDJANA - guitars, soundscapes

with

BEN WILLIAMS - upright bass (Sabana Shanti)
CARLITOS DEL PUERTO - bass guitar & upright bass (Naurora, Kmalasana, Blue Mansion)
DAVE WECKL - drums (Swarna Jingga, Sabana Shanti)
GARY HUSBAND - piano, synth (Blue Mansion)
IMEE OOI - vocals (Naurora)
JIMMY JOHNSON - bass guitar (Swarna Jingga)
JOEY ALEXANDER - acoustic piano (Naurora, Sabana Shanti)
MATEUS ASATO - guitar intro & guitar solo (Swarna Jingga)
PAUL MCCANDLESS - soprano sax (Sabana Shanti)
SIMON PHILLIPS - drums (Naurora, Kmalasana, Blue Mansion)

Naurora was recorded remotely during the pandemic in 2020 and 2021.

All recordings were done by featured musicians, except:
Simon Phillips' tracks were recorded by Jason Mariani at Carbonite Sound, Ojai, CA, USA.
Paul McCandless' track was recorded by Dan Feiszli at What’s For Lunch Studio, San Fransisco, CA, USA.
Joey Alexander's tracks were recorded by Raymundus Dimas Daniswara at iCanStudioLive Jakarta, Indonesia.

All songs are composed, arranged, produced and edited by Dewa Budjana at Temple Island Studio, Jakarta.
Executive Producers: Dani Rahadian & Willawati for Mehsada.
Mixed & Mastered by Rich Breen at Dogmatic Sound, Burbank, CA, USA.

Photo Cover by Tompi. N Studio & Carly Bloom Team (Nesha Aurea Hanzdima Chritine Yuniarti)

Artwork by Aga Dilaga, Yogyakarta, Indonesia.

Dewa Budjana exclusively uses Kiesel guitars, D’Addario Strings, Palmer Musical Instruments.

Jopey Alexander appears courtesy of Verve Records.

International album release executive producer by Leonardo Pavkovic for MoonJune Records.

Wednesday, May 2, 2018

Yelena Eckemoff - Desert (L & H PRODUCTION May 4, 2018)


In addition to establishing a dialog between American and European musicians, canceling the presumed differences between their respective jazz styles, this album combines poetry, refined technique and interpretive intensity. A rare example of the balance between intellectual complexity and emotional immediacy.



Friday, March 30, 2018

Alan Hall and Ratatet - Heroes, Saints and Clowns (RIDGEWAY RECORDS 2018)


Ratatet sprung from a collective trio named Electreo, which featured bassoon, bass and drums.

Seeking a fuller sound and more musical options; San Francisco based leader, composer, and drummer Alan Hall added trombone, vibes and keyboards.

1. Demographic Shift 02:50
2. Lane and Joanna 05:33
3. Heroes, Saints and Clowns 05:39
4. A Short Poem for a Shattered Age 03:11
5. Grattitude 05:06
6. Michael Shannon 04:25
7. Agnes Martin 02:51

Ratatet Is: 
Paul Hanson - bassoon, tenor sax
John Gove - trombone
Dillon Vado - vibes
Greg Sankovich - piano, organ
Jeff Denson - electric and acoustic bass
Alan Hall - drums, composer, leader

w/ special guests: Joseph Hebert - cello, Paul McCandless - oboe
and "One Planet Drum Corps"

Produced by Alan Hall and Jeff Denson
Co-produced by Dan Feiszli
Recorded and Mixed by dan Feiszli
Mastered by Ken Lee

Thursday, March 2, 2017

McCandless / Taylor / Balducci / Rabbia - Evansiana (DODICILUNE 2017)



“Evansiana”, un’antologia di dieci brani del repertorio di Bill Evans, è il secondo progetto discografico del quartetto composto dal pianista britannico John Taylor, dal fiatista statunitense Paul McCandless, dal bassista pugliese Pierluigi Balducci e dal percussionista piemontese Michele Rabbia.

Circa quattro anni dopo “Blue from Heaven”, martedì 28 febbraio il disco - prodotto, come il precedente, da Dodicilune Records con il coordinamento di Balducci e la produzione di Gabriele Rampino, direttore artistico dell’etichetta salentina - esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali.

“Evansiana” è inevitabilmente legato al ricordo della grande figura artistica di John Taylor, scomparso nel luglio 2015 poco dopo la registrazione del cd, probabilmente il vero continuatore dell'estetica e del pianismo di Evans.

In scaletta sette brani firmati dal musicista statunitense (Very early, Re: person I knew, Time remembered, Turn out the stars, B winor waltz - for Elaine, Children play song, Epilogue) e altri tre pezzi del suo repertorio, firmati da Bernstein/Comden/Green (Some other time), Kenny Wheeler (Sweet Dulcinea Blue) e Miles Davis (Blue in green).


«Nel corso del 2014 Gabriele Rampino mi aveva ripetutamente invitato a realizzare una nuova incisione con lo stesso quartetto del mio precedente disco. E in estate ebbi l’idea di coinvolgere tutti in un'antologia di Bill Evans. Mi parve eccitante il pensiero che John si cimentasse con una rilettura del pianista americano che più ha distillato nel suo pianismo ingredienti di riconoscibile ascendenza europea», ricorda Balducci. «Mi entusiasmai anche all'idea che il lirismo di Paul, con il suo suono splendido, potesse rendere le composizioni di Evans ancora più scolpite e cesellate. E che la sensibilità e la poetica leggerezza di Michele potesse sostenerlo con il suo tipico approccio asservito all’armonia, alla melodia, al dialogo anche sussurrato. Io sarei riuscito così a dedicare un disco alle composizioni di Evans che avevano per me un profondo significato affettivo e nostalgico», prosegue. «Per me significava chiudere un cerchio, tornando su quel meraviglioso incontro, sempre rinnovato nel mondo del jazz, tra la componente africana e quella europea. Ma in fondo, ne sono convinto, lo era anche per i miei compagni di avventura. Così, chiesi ai miei compagni di viaggio di proporre due o tre brani ciascuno. Così è nato “Evansiana”. Racconta la storia di quattro musicisti che forse non vedevano l'ora di poter suonare Bill Evans. Due di loro, i più giovani, sono cresciuti anche ascoltando i dischi dei due più anziani, e tutti insieme hanno rimescolato le proprie storie e le proprie carte. Questo disco narra di un felice incontro durato pochi anni e dell'effimera bellezza della vita. Questo disco è un frammento di eternità. È consapevolezza che anche se tutto scompare e svanisce, l'arte, che è spiritualità immanente nelle cose, resta».

«Oltre che il suo pianismo, anche il repertorio compositivo di Evans ha ispirato, forse con qualche ritardo, musicisti di varia estrazione; ma, dopo il progetto di Paul Motian con Joe Lovano e Bill Frisell (Jmt, 1990), una formula  di questa cifra artistica, con un suono di gruppo davvero unico e irripetibile, non si era mai ascoltata», precisa Gabriele Rampino. «Pur nel ruolo centrale assunto in modo del tutto naturale dal piano di Taylor, che armonicamente sviluppa ed estende significativamente il vocabolario di Evans, il quartetto è fortemente caratterizzato dal suono e dallo stile inconfondibile di Paul McCandless,  che conferisce al songbook evansiano un mood a-la-Oregon. La ritmica sublime di Balducci e Rabbia dona anticonvenzionalità e freschezza all'ensemble, che esplora le ricche e spesso difficili armonie evansiane  in una sfida vinta con naturalezza».

Bassista tra i più interessanti della scena jazzistica italiana, Pierluigi Balducci si è esibito in Italia e all'estero collaborando con musicisti come Ernst Reijseger, Robert Bonisolo, Luciano Biondini, Gabriele Mirabassi, Javier Girotto, Michele Rabbia, Antonio Tosques, e molti altri. È attualmente co-leader della formazione Nuevo Tango Ensamble, tra le più significative formazioni europee nel suo genere. Recentemente, gli è stata dedicata una voce nel Dizionario del jazz italiano, edito nel 2014 dalla Feltrinelli. Con questo disco prosegue la sua collaborazione con la Dodicilune dopo “Small Ensemble: Leggero” (2006), “Stupor Mundi” (2009), “Blue from heaven” (2012), “Amori sospesi” (2015) con Gabriele Mirabassi e Nando Di Modugno,  “Cinema - Volume 1” (2016) con Vincenzo 'Viz' Maurogiovanni e la partecipazione ai progetti Synopsis dell’Antonio Tosques Quartet (2007), “Galantuomini” di Gabriele Rampino (2009) e "My Waits. Tom Waits Songbook" della cantante Serena Spedicato (2012).

Paul McCandless, fiatista e compositore statunitense, è uno dei fondatori del gruppo degli Oregon nel 1971 insieme a Ralph Towner, Glen Moore e Collin Walcott. Uno dei pochissimi oboisti di jazz al mondo, anche polistrumentista (sax soprano, corno inglese, sopranino, clarinetto e clarinetto basso). Innumerevoli le sue collaborazioni con tutti i grandi del jazz moderno come Jaco Pastorius, Carla Bley, Wynton Marsalis, Lyle Mays, Pat Metheny, Mark Isham, Steve Reich, Al Jarreau e molti altri. 

John Taylor, pianista britannico, fondatore nel 1977 dello storico gruppo degli Azimuth, con Norma Winstone e Kenny Wheeler. Considerato uno dei più creativi e poliedrici pianisti del jazz moderno, dotato di incredibile senso lirico e ritmico, caposcuola e riferimento delle nuove generazioni, ha collaborato con tutti i grandi del jazz quali Jan Garbarek, Enrico Rava, Gil Evans, Lee Konitz, Charlie Mariano, Maria Pia De Vito, Ralph Towner, Charlie Haden. 

Michele Rabbia, percussionista e batterista creativo e innovativo, famoso per l'uso di strumenti atipici nel suo percorso di esplorazione del mondo dei suoni. Ha collaborato con tutti i grandi del jazz mondiale come Antonello Salis, Charlie Mariano, Stefano Battaglia, Dominique Pifarely, Paul McCandless, Michel Portal, Enrico Pieranunzi, Michel Godard, Rita Marcotulli, Andy Sheppard, Eivin Aarset, Sainkho Namtchylak, John Tchicai, Bruno Chevillon e molti altri.