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Tuesday, March 13, 2018

Gianluigi Trovesi - Mediterraneamente (DODICILUNE RECORDS 2018)


Mediterraneamente è il nuovo progetto discografico di Gianluigi Trovesi in uscita lunedì 12 marzo per l'etichetta pugliese Dodicilune, distribuito in Italia e all'estero da Ird e nei migliori store digitali.

Il clarinettista, sassofonista e compositore lombardo - accompagnato da Paolo Manzolini (chitarre), Marco Esposito (basso), Vittorio Marinoni (batteria) e Fulvio Maras (percussioni) - propone dodici brani tra composizioni originali ("Gargantella", "Cadenze Orfiche", "Rina e Virgilio", "Materiali", "Siparietto"), tradizione ("Carpinese"), musica italiana ("Le Mille bolle blu"), napoletana ("Tu ca nun chiagne", "Tammurriata Nera"), standard internazionali ("Yesterdays", "In your Own Sweet Way") e un pezzo ("La Suave Melodia") del compositore barocco Andrea Falconieri (1585-1656). 


«Credo che nell’ampia produzione discografica di Gianluigi Trovesi questo lavoro venga considerato dal suo autore come qualcosa di particolarmente intimo», sottolinea nelle note di copertina il giornalista, critico musicale e scrittore Claudio Sessa. «"Per me molti di questi brani sono come delle serenate", afferma Trovesi. Serenate, aggiungiamo, che si richiamano a un lirismo aperto, a volte teatrale: non le ruvide dichiarazioni d’amore che si potevano ascoltare nelle valli orobiche dalle quali è emerso il talento del nostro polistrumentista, ma la tradizione espressiva che egli definisce "mediterranea", in uno sguardo globalizzante che va da Gibilterra ai Dardanelli, dal Cairo a Marsiglia», prosegue Sessa. «E infatti spesso il suo interlocutore primus inter pares in questa incisione è la chitarra, storica protagonista (nelle sue varie incarnazioni regionali, dall’oud/liuto al mandolino al bouzuki) di tante appassionate canzoni notturne all’amata. Anche se poi Paolo Manzolini ne declina l’espressività in modo pienamente contemporaneo. Serenate del mondo d’oggi possono essere considerati anche gli standard della tradizione statunitense qui presenti, "Yesterdays" e "In Your Own Sweet Way" (entrambi riletti in modo appassionatamente originale), così come i momenti più ritmici dell’album, legati alla lunga (e un po’ autoironica) consuetudine di Trovesi per i temi danzanti e "dionisiaci"», sottolinea il giornalista. «Intima è anche la formula strumentale scelta dal leader, che lega alcuni suoi storici collaboratori in conversazioni a poche voci, duetti, trii, scarne aperture più collettive che lasciano poi spazio a lievi "a parte" per un singolo strumento. Intimo e rivelatore, infine, mi pare il grande spazio assegnato in questa occasione al sassofono contralto. "In fondo io mi considero da sempre un altista", sottolinea Trovesi, che è particolarmente orgoglioso di essere stato lungamente "primo sax alto" della gloriosa orchestra ritmica (cioè fondamentalmente jazzistica) della Rai di Milano; e la constatazione, uscendo dalla bocca di uno dei maggiori responsabili della rinascita del clarinetto (anzi, della famiglia dei clarinetti) nel jazz contemporaneo, europeo e mondiale, non è da trascurare. È vero», conclude Sessa, «Trovesi nell’animo è sempre un sax contralto, anzi un grande sax contralto. La duttilità melodica, la varietà timbrica, l’intensità dinamica che esprime col suo strumento in questo disco sono quelli di un canto aperto, libero, necessario. Proprio la libertà e la necessità che spingono gli uomini a cantare le loro serenate».

L’etichetta Dodicilune è attiva dal 1996. Dispone di un catalogo di oltre 220 produzioni di artisti italiani e stranieri ed è distribuita in Itali a e all'estero da IRD in circa 400 punti vendita tra negozi di dischi e store. I dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online, ascoltati e scaricati su una cinquantina tra le maggiori piattaforme del mondo.


1 - Yesterdays
2 - Gargantella
3 - Carpinese
4 - Cadenze Orfiche
5 - Tu ca nun chiagne
6 - Tammurriata Nera
7 - La Suave Melodia
8 - Le Mille Bolle Blu
9 - Siparietto
10 - Rina e Vigilio
11 - In your Own Sweet Way
12 - Materiali

Paolo Manzolini, guitars
Marco Esposito, bass
Vittorio Marinoni, drums
Fulvio Maras, percussions

Produced by Gabriele Rampino for Dodicilune edizioni, Italy
Label manager Maurizio Bizzochetti (www.dodicilune.it) 
Recorded 21-22 August 2016 and 24 april 2017 at Artesuono, Cavalicco (Ud), Italy
Mixed and mastered September 2017   Sound engineer Stefano Amerio
Cover photo (c) Hyperific   Photos by Mario Rota, Ivonne Mercier, Angela Bartolo 
Carpinese is dedicated to Christina Pluhar   Thanks to Claudio Angeleri and CDPM


Thursday, February 16, 2017

Gianluigi Trovesi & Umberto Petrin - Twelve Colours and Synesthetic Cells (DODICILUNE 2017)


Martedì 14 febbraio esce in Italia e all’estero distribuito da Ird e nei migliori store digitali, “Twelve Colours and Synesthetic Cells” il nuovo lavoro discografico - a dieci anni da “Vaghissimo Ritratto” - del duo composto dal sassofonista e clarinettista Gianluigi Trovesi e dal pianista Umberto Petrin. Il nume tutelare di riferimento è Alexander Skrjabin (Mosca 1872 - 1915) che i due straordinari musicisti “usano” come semplice pretesto iniziale per un dialogo suddiviso in molte vignette dalla notevole intensità. A nove brani ispirati a frammenti di preludi skrjabiniani si alternano, infatti, dodici improvvisazioni ispirate alla nota tabella sinestetica che il compositore russo aveva creato inventando un legame tra lo spettro dei colori e il carattere espressivo della musica da lui composta.

«Umberto Petrin e Gianluigi Trovesi sono due spericolati giocolieri del pentagramma, sempre pronti a gettarsi in avventure che evitano con leggerezza e bravura i luoghi comuni e le banalità, prendendo spunto da musiche di epoche diversissime per realizzare una sintesi di linguaggi sempre personale e ricca di spunti interessanti e creativi», sottolinea nelle note di copertina Carlo Boccadoro. «Petrin è pianista sopraffino, dotato di un bellissimo suono che disegna panorami quasi “cinematografici” per ampiezza e capacità di colori; a questa abilità strumentale bisogna aggiungere una curiosità intellettuale che lo porta ad apprezzare musiche diversissime, dal free di Ornette Coleman al funk degli Chic; uguale apertura di orizzonti si ritrova nella personalità di Trovesi, che alternando diversi colori strumentali (clarinetto contralto, sax contralto, clarinetto piccolo) trova linee sempre inconfondibili, personali, dove il gusto dell'ironia e dello scherzo così tipici del suo stile si alternano a momenti che si riallacciano più strettamente alla tradizione jazzistica tout court.


Anche Gianluigi spazia dalla musica rinascimentale al jazz più sperimentale, senza però realizzare minestroni stilistici improbabili ma, anzi, tenendo sempre ben salda la capacità di osservarne le più diverse sfaccettature per ricavarne suggestioni nuove». Il carattere di molti pezzi presenti nell'album non ha nulla di “non-finito” o di parziale, ognuno è un gioiello perfettamente cesellato e completo in se stesso, dove l'eco lontana delle armonie skjabiniane si stempera in quella del linguaggio jazzistico senza che questo abbia nulla di artificioso. «Per musicisti di questo livello è normale confrontarsi con mondi diversi e muoversi al loro interno con assoluta naturalezza.

Rispetto alle scorribande barocche del loro precedente album Vaghissimo Ritratto vi è qui una maggiore asciuttezza di approccio, le linee melodiche sono più angolose e sagomate e le atmosfere sono meno sognanti. La pulsazione ritmica, che nel precedente lavoro veniva quasi interamente abbandonata a favore di un lirismo quasi estatico, viene ripresa con vigore creando incastri di notevole virtuosismo e groove. 

Qualche suggestione di valzer fa capolino con garbo ogni tanto, convivendo pacificamente con le formule ritmiche derivate dal mondo dell'hip-hop che all'inizio del disco appaiono assieme alla voce del grandissimo poeta Osip Mandelstam' (un modo per ricordarci che Petrin è grande appassionato di poesia e autore di versi)», continua Boccadoro.


Le dodici improvvisazioni hanno «un carattere decisamente più astratto degli altri pezzi, ma riescono a non perdere un grammo della loro comunicatività grazie all'intesa telepatica tra i due musicisti, che li porta sempre ad ascoltare i più piccoli dettagli di fraseggio per restituirli reciprocamente arricchiti di nuova invenzione; i due musicisti evitano l'approccio “muscolare” e competitivo di troppi dischi in duo apparsi sulla scena negli ultimi anni, preferendo suonare unicamente lo stretto necessario, lasciando spazio uno all'altro con generosità.

Le tessere di questo coloratissimo mosaico musicale alternano stati d'animo assai differenti formando però un'architettura di rara compattezza e solidità, che grazie alla freschezza improvvisativa dei due protagonisti passa in un lampo, facendo immediatamente voglia di ricominciare da capo l'ascolto del disco».

L’etichetta salentina Dodicilune è attiva dal 1996. Dispone di un catalogo di oltre 200 produzioni di artisti italiani e stranieri, ed è distribuita in Italia e all'estero da IRD presso 400 punti vendita tra negozi di dischi, Feltrinelli, Fnac, Ricordi, Messaggerie, Melbookstore. I dischi Do dicilune possono essere acquistati anche online (Amazon, Ibs, LaFeltrinelli, Jazzos) o scaricati in formato liquido su 56 tra le maggiori piattaforme del mondo (iTunes, Napster, Fnacmusic, Virginmega, Deezer, eMusic, RossoAlice, LastFm, Amazon, etc).

1) Finestra e notte e brina (from Prel. Op. 33 n.1)
2) Alba famigerata (from Prel. Op. 11 n. 1)
3) Summer Evening (from Prel. Op. 15 n. 5/La Sera)
4) Osip disse (from Prel. Op. 74 n. 3)
5) Boris e Alexandr (from Prel. Op. 11 n. 2)
      The Twelve Colours of Skrjabin
      6) Rosso-Arancione (G)
      7) Verde (A)
      8) Bianco-Azzurro (E)
      9) Blu perlaceo (B)
    10) Viola-Porpora (Ab)
    11) Bagliore metallico (Bb)
    12) Giallo (D)
    13) Rosso scuro (F)
    14) Blu (F#)
    15) Grigio acciaio (Eb)
    16) Viola (Db)
    17) Rosso (C)
18) A fabulous fog (from Prel. Op. 16 n. 4)
19) Notturno (from Prel. Op. 67 n. 1)
20) Like a Mystery (from Prel. Op. 16 n. 2)
21) Il sole qui (from Prel. Op. 13 n. 1)

All compositions by Giovanni Trovesi, Umberto Petrin (Dodicilune edizioni)

Gianluigi Trovesi, alto sax, alto clarinet, piccolo
Umberto Petrin, piano

Thursday, February 9, 2017

Günter Baby Sommer: Le Piccole Cose -Live At Theater Gütersloh 2016 (European Jazz Legends Vol. 9) 2017


Unter Jazzfreunden kann man herrlich darüber streiten, ob »Europäischer Jazz« ein nützlicher Gegenentwurf zur amerikanischen Tradition ist, eine originelle Ergänzung dazu oder »auf dem Markt weniger wert als amerikanischer«, wie es in einem Wikipedia-Forum nachzulesen ist. Außer Zweifel steht allerdings, dass es auch diesseits des Atlantiks begnadete Musiker gab und gibt, die den Jazz seit Jahrzehnten geprägt und geformt haben. Dabei haben sie ganz eigene Spielweisen entwickelt, indem sie europäische Musiktraditionen mit den amerikanischen Einflüssen zusammenbrachten. Diesen Pionieren des europäischen Jazz eine Bühne zu geben, das war die Idee zur Artikelserie »European Jazz Legends«, die im Magazin Jazz thing in seiner 100. Ausgabe im September 2013 startete – und die inzwischen auf mittlerweile 18 Folgen zurückblickt. 

Aus der symbolischen Bühne ist nun eine tatsächliche geworden – und sie steht in Gütersloh, mitten in Europa. Begleitend zu jeder Ausgabe des fünfmal jährlich erscheinenden Heftes findet in Kooperation mit unserem Label Intuition, der Stadt Gütersloh und WDR 3 ein eigens für diesen Anlass konzipiertes Konzert mit einem aktuellen Protagonisten der Serie statt, moderiert von Götz Bühler. Das Konzert inklusive Gesprächsrunde mit Götz Bühler wird aufgenommen und vom WDR 3 zeitversetzt gesendet; die musikalischen Highlights des Konzertes werden auf einer CD veröffentlicht. 

Für jedes Jahr bis Ende 2017 sind also fünf Konzerte und fünf CDs zur Serie »European Jazz Legends« geplant, am Ende wird ein Buch entstehen, für das die Artikel aus dem Magazin überarbeitet und ergänzt werden, u. a. um Eindrücke aus den Konzerten und Gesprächsrunden. Die CD von Günter »Baby« Sommer ist bereits die neunte Veröffentlichung der »European Jazz Legends«-Reihe. Wir von Intuition sind stolz darauf, unseren Beitrag leisten zu können und danken allen Partnern und insbesondere den Musikern – und hoffen, dass sie den Hörern, die nicht live dabei sein konnten, Freude bereitet. Und denen, die im Publikum saßen, eine schöne Erinnerung darstellt.


»Wir nennen uns »Günter Baby Sommer's Quarteto Trionfale«, betonte der 73-jährige Schlagzeuger aus Radebeul bei Dresden direkt vor dem Konzert, um sicherzustellen, dass die Band korrekt vorgestellt wird. »Du weißt ja: wie ›Art Blakey's Jazz Messengers‹«. Die Tatsache, dass sich Sommer mit den Afro-Amerikanischen Wurzeln tief verbunden fühlt, ist auch an seinem Spitznamen zu erkennen. Dieser kann zurück geführt werden auf den Schlagzeuger von Louis Armstrong: »Baby Dodds«. Das steht überhaupt nicht im Widerspruch dazu, dass dieses »Baby« zu der Generation ostdeutscher Musiker gehört, die vor ungefähr vierzig Jahren für reichlich Aufregung sorgten: mit ihrer weitgehend frei improvisierten Musik in und um die damalige DDR. 

Als Klangkünstler im Allgemeinen und Percussionist im Besonderen sowie als Solist oder Instrumentalist in einem Ensemble war und ist Sommer immer interessiert an der Ausdehnung des klanglichen Spektrums seines Schlagzeugs und an der Entdeckung neuen Repertoires. »Wenn man Afro-Amerikanische Kollegen fragt, woher sie kommen, antworten sie: ›von Mutter Afrika‹. Aber woher kommen wir? Diese Suche nach der Antwort begann mit dem Zentralquartett mit Uli Gumpert, und wir wurden fündig in den mittelalterlichen Liedern. Für westdeutsche Kollegen wie Brötzmann und andere war schon der Gedanke daran ausgeschlossen. Für uns aber stand das Wort ›frei‹ für die Freiheit, in jede Richtung zu denken.« 

Für dieses Konzert in der Reihe »European Jazz Legends« im Theater Gütersloh am 31. Oktober 2016 – präsentiert von WDR 3, Jazz in Gütersloh, Intuition und Jazz thing – hat Günter »Baby« Sommer (nahezu) eine Band wiedervereinigt, die erstmals 1979 in der Jazzwerkstatt Peitz spielte. Um den möglicherweise »kompromittierenden« Einfluss des westdeutschen Trompeters Manfred Schoof zu mindern, hat die Kulturbehörde der DDR verlangt, dass zu der Band auch Musiker anderer Länder eingeladen werden. So kamen dann der italienische Bassklarinettist und Altsaxophonist Gianluigi Trovesi und der amerikanische Bassist Barre Philips zum ersten Konzert des Quartetts nach Peitz. Schon seit einiger Zeit spielt nun statt Barre Philips der in Berlin lebende Italiener Antonio Borghini den Kontrabass – der übrigens auch in der Band Alexander von Schlippenbach's spielte, veröffentlicht als European Jazz Legends Vol. 4.


1. Like Don 5:54
2. Inside Outside Shout 6:39
3. Mellow Mood 7:40
4. No Parietto 10:14
5. Andartes 6:02
6. Marias Miroloi 8:18
7. Hymnus 6:39
8. Interview With Günter Baby Sommer 11:06

Alto Saxophone, Alto Clarinet – Gianluigi Trovesi
Bass – Antonio Borghini
Design – Knut Schötteldreier
Drums – Günter Baby Sommer
Liner Notes – Götz Bühler
Photography By [Cover Photo] – Lutz Voigtländer
Producer – Volker Dueck
Trumpet, Flugelhorn – Manfred Schoof


Saturday, March 5, 2016

Anat Fort Trio, Gianluigi Trovesi - Birdwatching (2016)


For her third ECM album, Israeli pianist Anat Fort augments her long-established trio – with bassist Gary Wang and drummer Roland Schneider – with a special guest: Italian reedman Gianluigi Trovesi. Fort and Trovesi have made a number of appearances together in recent years (from Italy’s Novara Jazz Festival to the Tel-Aviv Opera House), to critical acclaim, and Birdwatching, with its lively bright music, takes their rapport to the next level. There is an alert sense of joy in the playing. Of her album’s title Anat Fort says, “Many of my songs are inspired by movements of things in nature: animals, clouds, winds, water… I didn’t know what this record would be called but when I listened to the finished master I knew had to do with the movement of birds, and with watching, listening, waiting. It is as much about bird-watching outside as about watching that inner bird, the soul.” Quartet music is interspersed with improvised solo piano as the story unfolds in a series of vignettes.

Birdwatching was recorded at the Auditorio Stelio Molo RSI, Lugano, and produced by Manfred Eicher.


Anat Fort, Piano
Gary Wang, Double Bass
Roland Schneider, Drums
Gianluigi Trovesi, Alto Clarinet

1.FIRST RAYS (Anat Fort) 02:18
02.EARTH TALKS (Anat Fort) 03:41
03.NOT THE PERFECT STORM (Anat Fort) 06:33
04.IT'S YOUR SONG (Anat Fort) 04:16
05.JUMPIN' IN (Anat Fort) 06:08
06.MILAREPA PART 1 (Anat Fort) 01:39
07.SONG OF THE PHOENIX I (Anat Fort) 04:35
08.SONG OF THE PHOENIX II (Anat Fort) 04:32
09.MURMURATION (Anat Fort) 05:27
10.MEDITATION FOR A NEW YEAR (Anat Fort) 04:47
11.INNER VOICES (Anat Fort, Gary Wang, Gianluigi Trovesi, Roland Schneider) 02:13
12.SUN (Anat Fort) 02:13


JAVI