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Friday, December 31, 2021

Marco Tamburini & Marcello Tonolo - Amigavel (December 2021 Caligola Records)

Disco tutto da gustare questo “Amigavel”, tuffo rinfrescante nel jazz più lirico e raffinato, saldamente radicato nella tradizione ed allo stesso tempo estremamente moderno. Il sodalizio che lega Marcello Tonolo a Marco Tamburini risale all’inizio degli anni ’90, ai tempi cioè della Keptorchestra. Tonolo ha poi accompagnato Marco in diverse occasioni e di recente sia nel quintetto che quest’ultimo dirige con il trombonista Roberto Rossi, sia nel sestetto “Massive Groove”, che ha da poco pubblicato un disco per la prestigiosa etichetta francese Dreyfus Jazz.

Il duo non è altro quindi che il completamento di un lungo lavoro, forse il punto più alto sin qui raggiunto dalla loro collaborazione. Il disco <> è stato registrato dal vivo all’Unisono Jazz Café di Feltre, e prende il titolo da una lenta e nostalgica bossanova composta nel 1996 dal mai dimenticato Maurizio “Bicio” Caldura, che aveva in origine un testo in dialetto savonese della cantante Tiziana Ghiglioni. Oltre al bel brano di Caldura, il duo reinterpreta con grandi lucidità e passione due celebri standard, How deep is the ocean di Irving Berlin e A Child is born, di Thad Jones. Gli altri cinque titoli sono composizioni originali dei due musicisti, una di Tamburini e quattro di Tonolo, che si rivela autore prolifico e personale, comunque subito riconoscibile. Marcello Tonolo, nato a Mirano (Venezia) nel 1955, è da ormai vent’anni fra i più ricercati ed affidabili pianisti di jazz italiani, facendosi apprezzare per la solidità ritmica ed il gusto musicale. 

Ha suonato con i più importanti jazzisti italiani ed ha accompagnato molti maestri americani di passaggio nel nostro paese.lche nome. All’inizio degli anni ’90 è stato fra i fondatori della Keptorchestra ed ha poi guidato la GAP Band ed il gruppo Music On Poetry. Marcello dirige da qualche anno la Thelonious Monk Big Band di Dolo. Marco Tamburini, nato a Cesena nel 1959 ma residente da tempo a Bologna, oltre che essere un solista di spicco del jazz italiano, Marco Tamburini lavora attivamente come turnista in ambito pop, e collabora dal 1995 con Lorenzo Jovanotti.

Ha inciso molti dischi come leader. Lo scorso anno ha pubblicato per la prestigiosa etichetta francese Dreyfus il disco “Why Not”, inciso come direttore musicale del gruppo “Massive Groove”, che comprende ancora Roberto Rossi, Marcello Tonolo ed il sassofonista Piero Odorici. 

1. How Deep Is the Ocean 06:21
2. Yesterday Night 07:40
3. Zal 07:57
4. Amigavel 05:36
5. No Matter 06:38
6. A Child Is Born 06:53
7. Pirati 05:46
8. Borderline 04:55

Marco Tamburini (tromba, flicorno)
Marcello Tonolo (pianoforte)

Monday, October 25, 2021

Three Lower Colours (feat. Marco Tamburini, Stefano Onorati & Stefano Paolini) / Red - Early Recordings (October 2021 Caligola Records)

Risulta preziosa questa “riscoperta” da parte di Stefano Onorati delle prime registrazioni dei Three Lower Colours, fatte subito dopo che Stefano Paolini era subentrato a Walter Paoli: qui termina il percorso del trio di Marco Tamburini ed inizia quello di un gruppo davvero paritetico. Incisioni per questo importanti, che precedono sia le colonne sonore del breve film muto di Georges Méliès, «Le voyage dans la lune», e del lungometraggio «Blood and Sand» di Fred Niblo – pubblicate entrambe soltanto su Dvd – che gli album «First Take» e «Contemporaneo immaginario» (con Il Vertere String Quartet). «Red» testimonia la nascita di un trio che avrebbe presto dato prova di non comune coesione, originalità e fantasia, proiettato come poche altre formazioni italiane del periodo verso il futuro. Così chiude le sue calzanti note di copertina il critico Guido Festinese “…

In «Red» … trovate già una sintesi guizzante, movibile e intelligente dei molti stimoli che attraversavano menti, cuori e corpi di Tamburini, Onorati e Paolini. È una musica cresciuta sui dischi del primo e del secondo Miles Davis elettrico, ma con quel quid in più di spaziosa malinconia ed estrema raffinatezza che permea le incisioni di Arve Henriksen e di tanti ricercatori del suono nordici, e qualche ifa va anche a raggiungere le terre incognite di un Jon Hassell. O a sfiorare certe mappe frequentate da Ibrahim Maalouf. Il jazz di valore ascolta e si ascolta. 

E Marco Tamburini aveva i sensi allertati e la mente reattiva, sempre.” . Ogni brano meriterebbe un’attenta analisi, sia le composizioni originali che le personali riletture di vecchi e nuovi standard, ma ci preme almeno evidenziare il riuscito e suggestivo passaggio da Angolo a Blue in Green, esecuzioni accumunate da un’atmosfera estremamente ipnotica e sognante. Quel che stupisce è che la musica sin qui documentata dei Three Lower Colours, uno dei gruppi più importanti diretti da Tamburini, copra a malapena l’arco ristretto di due anni. L’augurio non può essere che quello di poter presto tornare a gustare “riscoperte” altrettanto emozionanti. 

1. Angolo 08:40
2. Blue in Green 07:20
3. Gruvone 06:10
4. Knives Out 07:41
5. Naima 07:22
6. Relaxin' at Home 05:03
7. Red Subway Sound 07:49
8. TLC 07:33

Marco Tamburini (trumpet, flugelhorn, live electronics)
Stefano Onorati (keyboards, live electronics)
Stefano Paolini (drums, live electronics)

Recorded at Simple Sound Studio, Castelmaggiore (Bologna), in January 2009 by Marco Tamburini
mixed on 15th July 2009 by Gianluca Gadda; mastered at SOP Studio on 14th December 2020 by Stefano Onorati