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Tuesday, April 20, 2021

Tony Miele - Needed Noises (April 2021 Alfa Music)

“Con il permesso di Sua Maestà, ci sono le note che occorrono”; questa sembra fu la risposta di Mozart all’appunto dell'imperatore Giuseppe II, in merito alle presunte troppe note contenute nel "Ratto dal serraglio". E questa era la storiella che raccontavo al mio amico Cristiano, tecnico del suono, quando stavamo ultimando il mix dell’album, e si ragionava su come intitolare questo lavoro.

"Le note che occorrono", mi frullava per la testa, indegno omaggio alla storia della musica, titolo provvisorio che proprio Cristiano mi ha suggerito di correggere, con affettuosa ironia, in “I rumori che occorrono”, Needed Noises.

Già, perché proprio come alla corte di Giuseppe II, più volte avevamo discusso sulla mia insistenza di inserire loop costruiti con campioni di rumori vari, beep elettronici, suoni concreti, e altri pasticci che mi sono divertito a realizzare in fase di preproduzione.

Ma non è solo questo il rumore necessario. Occorre dare, in piccolo, un contributo, anche minimo, simbolico, irrilevante forse, a rompere definitivamente quel fastidioso muro che qualcuno ha messo fra suoni di provenienza così diversa, magari con delle chitarre, elettriche o acustiche, che eseguono temi in contrappunto con flauti, violoncelli... in maniera morbida, fruibile, cantabile, senza fare i saccenti o i provocatori, quella musica autoreferenziale tanto in voga ormai quasi cinquant’anni fa’.

Da Davis in poi, anche questo è jazz, non solo quello eseguito dai moderni boppers, indiscutibilmente eccezionali nel riprodurre quello che Parker e Gillespie suonavano negli anni '40 del secolo scorso.

"Con il permesso di Sua Maestà", qui la musica seriale teorizzata da Schönberg incontra nuovamente il blues e il be-bop, come già succedeva nei voicing usati da Thelonius Monk o da McCoy Tyner, così come fra le note che occorrevano a Mozart ci sono quegli intervalli che da quasi cento anni abbiamo iniziato a chiamare blue notes.

Rumore necessario è anche volgere lo sguardo in direzione della musica di Bach: triadi aperte e un contrappunto vagamente barocco, che confluiscono in ambienti rock e nell'armonia funzionale del jazz, tenendo presente che una parte importante della storia del jazz e del rock è stata scritta anche in Europa, oltre che in America.

Nessuna competizione transoceanica, preferisco pensare ad una pacifica e serena condivisione.

Bach e Mozart scrivevano, ma improvvisavano anche. Del primo, si dice non avesse stima dei musicisti che non erano in grado di improvvisare; del secondo, che qualche volta sul suo spartito, durante i concerti, non c'era scritto niente!

È storicamente appurato. E a proposito di storia della musica, Steve Reich, ma anche Jimi Hendrix, i Beatles o i Pink Floyd, ne fanno parte, anche se i canoni con cui siamo abituati a studiarla tendono a non prenderli neanche in considerazione. Che cosa hanno le altisonanti quinte vuote della nona sinfonia di Beethoven di così diverso dagli sporchi power-chords chitarristici?

Rumorosi incontri occorrono. Incontri, non scontri.

L’incontro fra culture, mondi, periodi storici, sapori diversi, forse può spaventare o destabilizzare qualcuno, ma sarà sempre una gigantesca occasione per crescere, per migliorare, per rinnovarsi, senza rinunciare alla propria identità.

Anzi, spesso si è rivelato molto utile a conoscersi meglio, a riscoprirsi. Gli amici a cui ho sottoposto l'ascolto in anteprima di “Needed Noises", mi hanno fatto notare quanto, tutto sommato, dal suo suono trasudino inevitabilmente il ritmo e la nostalgica melodia delle mie origini partenopee. Non l'ho fatto apposta, ma ne sono contento!

Con i miei umili mezzi, ho provato a focalizzare in dieci brani idee del genere. Esse mi sono state suggerite da qualcuno dei libri che ho letto, ma soprattutto dallo studio della musica, che continuo a fare da anni, constatando sempre di essere appena appena all’inizio! Tony Miele

Storie, piccole o grandi 5:20
Twelve 3:57
Someday my train will come 4:12
Il tiranno 4:31
Il maestro gentile 5:09
Canto XXX 3:53
40° all’ombra 5:02
Nothing boxe 2:24
Cellar 5:01
Salsedine 3:34

Tony Miele electric and acoustic guitar, arrangements
Domenico Guastafierro flute
Marco Pescosolido cello
Aldo Capasso electric and acoustic bass
Gianluca Calmieri drums

Friday, March 19, 2021

Giovanni Dell'Olivo - Memorie di Atlantide (2021 Alfa Music)

“Memorie di Atlantide” nasce nel 2019 come spettacolo di teatro canzone scritto e interpretato dal cantautore Giovanni Dell’Olivo, accompagnato sul palco dal suo storico gruppo, il Collettivo di Lagunaria, (Alvise Seggi, Stefano Ottogalli, Walter Lucherini, Serena Catullo) e dall’attrice e cantante Arianna Moro, per la regia di Vito Lupo.

La stessa formazione dello spettacolo è presente in questo lavoro in studio di registrazione, nel quale l’autore ha voluto mantenere il più possibile intatta la fragranza del sound dell’esibizione dal vivo.

L’intreccio di prosa e canzoni, di cui rimane traccia anche nel lavoro discografico, conduce lo spettatore a ripercorrere, in chiave metaforica, la storia di Atlantide sommersa, intesa come una distopia sia dell’anima propria dell’autore che dell’anima collettiva di una generazione e dei suoi sogni infranti di giustizia ed uguaglianza sociale, perduti in fondo al mare come a seguito di un naufragio. E di naufraghi, migranti e respingimenti di migranti si parla ancora nella metafora narrativa dell’autore, ove la fine di Atlantide rappresenta la fine dell’idea stessa di società aperta ed inclusiva.

Ma Atlantide è anche la Venezia dell’infanzia di Giovanni Dell’Olivo, luogo che è stato sommerso e dimenticato più che dalle alluvioni dall’egoismo di ciascuno dei suoi abitanti, così come è accaduto ad Atlantide, nel racconto di uno dei tritoni sopravvissuti alla sommersione della città mitologica. In questo disco sono raccolti tredici brani dello spettacolo, registrati fra il 4, il 5 e il 9 luglio 2020 a Noale, nello studio ZVUK di Davide Michieletto e Stefano Gaion. Il brano “La peste è ritornata” ha vinto l’edizione 2019 del Premio letterario internazionale Città di Moncalieri dedicato a Gianmaria Testa.

Memorie di Atlantide, infine, è dedicato alla memoria di due straordinari ”meticci del mare” Bernardo Cinquetti, cantautore parmigiano e caro amico dell’autore, scomparso nel 2019, per il quale è stata scritta la canzone Eterno Villeggiante, e Alberto D’Amico, insuperato aedo della venezianità oggi sommersa, scomparso nell’estate del 2020, cui è dedicata la canzone "La peste è ritornata".

Il disco è dedicato alla memoria di Bernardo Cinquetti, cantautore parmigiano e caro amico dell’autore, scomparso nel 2019.

1. INTRODUZIONE (Catabasi)
2. MEMORIE DI ATLANTIDE
3. IL CIELO SULL’ISOLA E’ SCURO
4. L’ACQUA CHE RIVARA’
5. ECCOLI PER LE STRADE
6. IO, LA MIA BARCA, LA LAGUNA E TE
7. UN CANTO CHE VIENE DAL MARE
8. L’OCCIDENTE (YA HABIBI ARAB LAYA)
9. VENTO MOLESTO
10. LA PESTE E’ RITORNATA
11. COME FATA BOSCHIVA
12. ETERNO VILLEGGIANTE (A BERNARDO)
13. TO FADAKI

Tutti i brani sono composti da Giovanni Dell'Olivo ad eccezione di:

• n. 3 (Il cielo sull'isola è scuro). Il testo della canzone è una rielaborazione dell'Autore ispirata al testo del libretto dell'Opera Acquagranda di Roberto Bianchin.

La musica è di Giovanni Dell'Olivo.

• n. 4 (L'acqua che rivarà). Il testo della canzone è tratto dal libretto dell'opero Acquagranda di Roberto Bianchin, lo musica è di Giovanni Dell'Olivo.

• n. 6 (lo, la mia barca, la laguna e te). Libera traduzione e arrangiamento del brano "Heureux qui comme Ulysse" di Georges Delerue e Henri Colpi, nell'interpretazione di Georges Brassens.

Arrangiamenti del Collettivo di Lagunaria
Edizioni musicali: AlfaMusic Studio (Siae)

Serena Catullo: voce
Giovanni Dell’Olivo: voce, chitarra, bouzouki
Walter Lucherini: fisarmonica
Arianna Moro: voce
Stefano Ottogalli: chitarra
Alvise Seggi: contrabbasso, sansula

Leonardo De Lorenzo - on fiVe (April 23, 2021 Alfa Music)

Il titolo di questo progetto nasce da un gioco di parole modificando il modo di dire Inglese “to be on fire” (cioè essere nel fuoco, essere a “mille” e in grande fermento creativo) cambiando la lettera R con la V e facendolo diventare “on fiVe” letteralmente “sul cinque” perchè il numero cinque in questo lavoro, è di grandissima importanza. Ho preparato il repertorio alla soglia dei miei cinquantacinque anni, la musica è per quintetto e in cinque dei sei brani è sempre presente il   5/4 “puro” o espresso nei suoi multipli suddivisionali. On fiVe! Non poteva essere altrimenti!

Ad accompagnarmi in questa nuova avventura, ci sono amici di vecchia data e qualche piacevole scoperta degli ultimi mesi, come il bravissimo e giovanissimo altosassofonista Ciro Marone, conosciuto per caso durante la festa della musica nel 2018, quando ho diretto un'orchestra formata da allievi del conservatorio di Benevento, dove insegno. Giacinto Piracci alla chitarra ed Ergio Valente al pianoforte e tastiere, si sono occupati delle armonie e il fido e solido Vincenzo Lamagna con il suo contrabbasso ha coadiuvato il sottoscritto nelle tessiture ritmiche.

Un repertorio non facile, ma sempre legato alla melodia, costituito da pezzi di lungo respiro, quasi in forma di “suite” con tanti inaspettati cambi di scena, colori ed atmosfere. Ogni brano racconta una storia, e tutte le storie di questo lavoro sono legate ad un filo rosso che porta l'ascoltatore per mano, avvolgendolo nel suono moderno del gruppo.

Nel giorno 18 Gennaio 2019, poco prima della recrudescenza dei contagi da Covid e del lockdown, siamo riusciti a registrare questo cd con una formula molto particolare attraverso la quale abbiamo portato in studio un pubblico ristretto e selezionato di appassionati di musica e audiofili che hanno avuto così l'opportunità di assistere alla creazione del lavoro discografico, facendone parte integrante! Inoltre, data la presenza del pubblico, le riprese sono state di tipo “diretto” in quanto pubblico e musicisti erano tutti nella stessa sala, rendendo così impossibile qualsiasi tipo di editing. Questo vuol dire che alcuni errori di esecuzione che potevano pregiudicare la registrazione, non potendo essere corretti, ci hanno costretti a procedere ad una nuova registrazione (take). Esattamente come si faceva ai vecchi tempi nei grandi studi di una volta.

Tutto questo ha reso possibile il flusso di un'energia particolare e spero che tutti i fruitori di quest'opera possano percepirla. Leonardo De Lorenzo

1. Hope
2. Perdersi in un Quadro
3. Il Filo Rosso
4. F Supremacy
5. Wild Mind
6. Reflection

All composed and arranged by Leonardo De Lorenzo

Leonardo De Lorenzo drums, *additional keyboards, arrangements
Ciro Marone alto sax
Ciacinto Piracci electric guitar
Ergio Valente piano, fender Rhodes
Vincenzo Lamagna double bass

*warm pad on “F Supremacy” *fender-Rhodes piano and drum vamp on “Reflection”

Friday, November 9, 2018

Stefano Cantini | Romano Zuffi - Stress da Brass (ALFA MUSIC November 9, 2018)


Stress da Brass, il terzo Album della collana prodotta da Romano Zuffi per AlfaMusic (Attuttogasss – Attuttallaria –Stress da Brass), vede la collaborazione di moltissimi musicisti di assoluto livello internazionale, tutti uniti da un‘amicizia personale, che si concretizza in un disco ”felice” e senza vincoli di generi o etichette storico musicali. 

Gli arrangiamenti di Stefano Cocco Cantini lasciano spazio alla libertà di esecuzione di tutti, in una sorta di gioco di colori sempre diversi.

Prestigiosa tra gli special guests la partecipazione di Alex Ligertwood (in “Try Another Time”) storica voce solista di Carlos Santana.

I testi sono di Jenifer Jackson.

Il disco è dedicato al grande pittore e scultore Giampaolo Talani (1955-2018) autore di tutti i dipinti che caratterizzano le cover della collana discografica. 

Questo il prestigioso casting di “Stress da Brass”:

Stefano Cocco Cantini sassofoni, piano, piano elettrico, arrangiamenti
Romano Zuffi tastiere, piano, piano elettrico, synth
Ares Tavolazzi basso elettrico - contrabbasso
Alfredo Golino batteria
Giulio Stracciati chitarra elettrica
Francesco Sozzi chitarra elettrica  (traccia 7)
Leonardo Marcucci basso elettrico (traccia 1) / chitarra acustica (traccia 2)
Andrea Lagi tromba, flicorno
Giulia Bernardini viola
Valentina Garofoli violino, violoncello

Special guests:

Alex Ligertwood Voce solista in “Try Another Time”
Giulia Fasolino Voce solista in  “On my own”
Jole Canelli Voce solista in  “Drifting”

Alice Bertoncini, Valentina Toni, Gianni Nepi cori

1. Try another time
2. Se sfebbrasse (starebbe meglio)
3. Stress da Brass
4. On my own
5. Strepto “Cocco”
6. Brasserie
7. Quasi Luglio
8. Stiamo calmi
9. Drifting

Prodotto da Romano Zuffi per AlfaMusic Label&Publishing
Produzione artistica Stefano Cantini
Dipinto di copertina Giampaolo Talani
Coorinamento di produzione Fabrizio Salvatore (AlfaMusic)


Sunday, May 13, 2018

Maurizio Petrelli - Scatole di Vetro (ALFA MUSIC 2018)


È in distribuzione “Scatole di vetro”, secondo lavoro discografico con creazioni originali del crooner e autore salentino Maurizio Petrelli, prodotto dall’etichetta romana AlfaMusic, fondata nel 1990 da Fabrizio Salvatore e Alessandro Guardia. L’album – continuazione ideale di un percorso musicale che ha avuto come prima tappa il precedente “Amori e Altre Storie. Divagazioni di un alchimista” (AlfaMusic 2015) – è arrangiato da Franco Piana e Vincenzo Presta, che arricchiscono con maestria i testi di Petrelli.

"I temi che l’autore propone disegnano un universo espressivo variegato, ora incline all’intimismo, ora attento all’ambito sociale della contemporaneità. Il registro stilistico è adeguato al racconto di avventure, impressioni e ricordi che emergono come tracce di un acuto scavo interiore. Mai toccato da tentazioni di autocensura o edulcorazione, anzi profondamente sincero. Incline, semmai, a ricorrere all’ironia per alleggerire il dramma o rifuggire dal melenso", si legge nelle note di copertina di Carmine Zocco. Una parte del disco è dedicata a Nicola Arigliano, con un omaggio ai suoi motivi più famosi e una rilettura di “Colpevole” (AlfaMusic, Nun, Raitrade), Premio della Critica al Festival di Sanremo 2005.

"Il percorso musicale si conclude con un’emozionante incontro con il suo pubblico grazie a “Eccomi qui”, un brano per pianoforte e voce che è anche il titolo del nuovo show di Petrelli. Il tocco nitido e il fraseggio lirico di Ettore Carucci costituiscono il tappeto sonoro ideale per l’invito al viaggio in un universo emotivo policromo (variamente colorato), impreziosito da musicisti jazz molto bravi e particolarmente versati nello swing e nella costruzione di atmosfere da “crooner”, in cui si esalta la vena interpretativa di Petrelli", conclude Zocco.  Il cantante è affiancato da Stefano Sabatini (pianoforte), Francesco Puglisi (contrabbasso e basso elettrico), Dario Congedo (batteria), Daniele Leucci (percussioni), Paolo Zou (chitarre), Fernando Toma (campionamenti, archi), Anita Pusceddu e Alessandro Guardia (cori), Mirko Rinaldi (tromba e flicorno), Franco Piana (tromba e flicorno), Ambrogio Frigerio (trombone), Ferruccio Corsi (sax alto, flauto), Vincenzo Presta (sax soprano, sax tenore) e il quartetto d'archi Bim Orchestra composto da Marcello Sirignano (I violino), Mario Gentili (II violino), Stefania Di Biase (viola) e Laura Pierazzuoli (violoncello).


Maurizio Petrelli inizia la sua carriera artistica come batterista negli anni ’60. Successivamente inizia a suonare il piano e a cantare. Con la Spaghetti Gang, progetto swing che fonda insieme ai fratelli Nando e Giorgio Mancarella e al sassofonista Gigi Galante, realizza una tournée con la cantante Viola Valentino e svolge intensa attività live in giro sulle navi da crociera nel mondo. Al rientro da queste esperienze internazionali nasce l’idea di formare un’orchestra e Petrelli allarga l’organico alla sezione fiati curando personalmente gli arrangiamenti. La band realizza numerosi live di successo che culminano con la pubblicazione di un primo disco di cover.

Negli anni 90 si dedica al Rhythm & Blues fondando i “Soul Brothers” con i quali nel 1999 incide il primo album “SuperCovers”. Nel 2002 nasce una collaborazione con il trombettista Guido Pistocchi con il quale realizza un repertorio di “evergreen”. La passione per i grandi ensemble evolve nella big band “Grande Salento Orchestra”, composta da 17 elementi, giovani musicisti provenienti dal conservatorio e apprezzati professionisti salentini, che debutta nel 2008 al Teatro Paisiello di Lecce sotto la direzione di Marco della Gatta. Nel 2010 nasce il progetto “Pugliamerica a/r”, originale percorso musicale in chiave swing che parte dai brani classici di Frank Sinatra  e approda alle composizioni più suggestive di Domenico Modugno che diventa anche un disco prodotto dalla Dodicilune.

Nel 2015 il suo secondo cd in big band dal titolo “Amori e altre storie” (AlfaMusic) realizzato grazie agli arrangiamenti di Franco Piana, contenente brani originali di Petrelli e un brano del trombettista Guido Pistocchi, presente nel disco anche come musicista. Dal lavoro emerge una notevole varietà di registri espressivi, dal monologo dichiaratamente intimista al dialogo con interlocutori veri o immaginati, dal bozzetto ironico al ritratto amaro. La via maestra delle grandi orchestre dell’età dell’oro del jazz si incrocia con i ritmi latinoamericani o si espande in ballad struggenti.

Wednesday, May 9, 2018

ABC - Begin Again (ALFA MUSIC 2018)


When I first listened to this music I was impressed by the synergy and technical ability of these three great young and skilled musicians.
All compositions are masterfully arranged and every detail is perfectly cared from the execution of the song to the language used. I found interesting when even the catchy tracks become well-structured and skillfully managed.
My heartfelt wish for ABC is to keep experimenting new great ideas to create memorable cool music.
Fabrizio Bosso

11 BRANI E MONDI SONORI VARIEGATI – “Siamo partiti da un'idea più acustica dei brani, ma quasi subito ci siamo sentiti "limitati". Per questo abbiamo assecondato la nostra esigenza "elettronica" inserendo le tastiere, così da creare mondi sonori ancora più variegati che potessero rispecchiare nel modo più fedele possibile  le atmosfere che avevamo immaginato per i nostri brani. L'album, realizzato completamente in autonomia,  dalle registrazioni al mastering, ci ha permesso di seguire in prima persona e senza alcun limite ogni fase del progetto, plasmandolo secondo le nostre idee ed esigenze. Begin Again racconta tutto di noi, c'è la nostra verità artistica, per questo non abbiamo avuto paura di metterci a nudo”
ABC

1) Pita’s
2) Taking the trail
3) A silent drop
4) The first time
5) Begin Again
6) 2015
7) Juntos
8) Fragile Life
9) Alma Latina
10) Sospiri
11) A dorso d’asino

All composed by Sebastian Marino, Luca Fareri, Jacopo Ferrazza
Publishing: AlfaMusic Studio (Siae)

Sebastian Marino piano and keyboards, voice on track 11
Jacopo Ferrazza electric bass,  voice on tracks 2 and 11
Luca Fareri drums, voice on track 11

Produced by ABC for AlfaMusic Label&Publishing
Production coordinators Fabrizio Salvatore and Alessandro Guardia
Management Valentina Di Biasio

Liner notes Fabrizio Bosso
Photos Simone Angileri
Graphic project Mirko Leonardi

Recording and Mix
ABC at Ciano Studio
Mastering Luca Fareri at Ciano Studio
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Friday, February 2, 2018

Gianni Vancini - Get Your Groove On (ALFA MUSIC 2018)


AlfaMusic announces the release of the album Get Your Groove On, scheduled for the beginning of 2018. Gianni Vancini’s record (he has been several times in the American charts of Billboard, Smoothjazz.com etc), has been entirely recorded in Los Angeles, and boasts all internationally renowned musicians and special guests.


“Gianni Vancini has a unique and wonderful relationship with the Saxophone! He can make you feel so many memorable moments, as the music comes straight from his heart and soul. Gianni’s music is so may things, crisp, refreshing, exciting,soulful, tender and filled with great passion! “Get Your Groove On” is an album brimming with amazing music featuring artists such as Terry Wollman, Greg Manning, Selina Abright, Jeff Lorber, Kenya Hathaway, Kirk Whalum and Alex Al … all whom contribute to this totally fantastic album, making it a Top Favourite with me!!! Gianni is passionate and professionalabout his music, this is shown in his ability to create such a wonderful masterpiece for us to appreciate and enjoy!” David Snashfold – Founder of Smooth Jazz Appreciation Society (London – UK)

BAND

Ricky Lawson: Drums
Alex Al: Bass
Darryl Williams: Bass
James East: Bass
Stan Sargeant: Acoustic Bass
Darrell Crooks: Guitar
Sheldon Reynolds: Guitar
Greg Manning: Keys

SPECIAL GUESTS

Kenya Hathaway: Vox
Terry Wollman: Guitar
Jeff Lorber: Fender Rhodes
Selina Albright: Vox
Kirk Whalum: Tenor Saxophone
Renato Falaschi: Acoustic Piano
Earl Buffington: Vox

Dino Plasmati & LJP Big Band (Special Guest Bobby Watson) - Matera encounters (ALFA MUSIC 2018)


There’s no time to waste!

When you listen to the first notes coming from the piano, you immediately get caught in the flow of music and emotions coming from the nine tunes chosen by Dino Plasmati for a special encounter: his LJP Big Band with the great US jazz soloist Bobby Watson.


Guitarist, conductor and ensemble’s leader, Dino Plasmati chose the repertoire with care following some precise guidelines: a lively, joyful and constantly changing music able to lift the magnificent spirit of the band; a different approach to jazz tradition seen through uncommon/unique interpreters and composers; and last but not least, a superior strength coming from a larger ensemble, the impulse given by brass and wind sections and the dynamics that only a big band can perform/offer.

These are the distinctive features that clearly and consistently show the character of the LJP Big Band.

The amused and daring character of the band is soon revealed, together with the ability to captivate the audience with an effervescent mood amplified by a repertoire always performed in a dynamic and straightforward style. What’s more, even if the ballads keep a mellow sound, they never get schmaltzy but they are enlivened by an intense verve.

And finally, the funky nuances of Admiral's horn, the sparking reinterpretation of Soul Kitchen by the Doors, the hard-bop boost given by Groovin’ Hard and the close dialogue among sections in the intro of Big Mama Case remove all doubts and state the intentions of the band.

The presence of Mr Bobby Watson counterbalances the choice of working with tunes and authors/musicians who, although sticking to tradition, belong mainly to a newer generation when compared to big historical figures. As in the case of the saxophonist, we are dealing with musicians who breached the path marked by their predecessors in order to find new expressive possibilities. And, “standing on the shoulders of Giants”, to quote Isaac Newton, they emphasized their own personal intuitions and taste, thus proving that jazz music can evolve even from its inwards.

First as a member of Art Blakey’s Jazz Messengers and afterwards as solo performer, Bobby Watson followed the same pattern: a predominant acoustic dimension, the coherent adherence to tradition without losing the opportunity to raise his distintive voice and suggest his own modern vision of the jazz language.


The combination of the soloist and the big band provides a fertile ground to put all that into place: dialogues and call-and-response among sections, the possibility to play with arrangements and to expand the tunes beyond the ‘usual’ sequence of theme and solos; the effect of dynamics. All these elements not only return but also multiply the expressive Energy that defines their character.

Dino Plasmati has been combining his activity as musician in smaller groups and his role as leader of the LJP Big Band for a long time now: the guitarist led his “creation” as a lab where growing and learning through constantly new challenges is the key and where different energies are channelled in order to be able to work with great International artists.

And so, there’s no time to waste...the piano has cued the music, soon the sections will rise up to play the first theme and soloists will get ready for their performances: we are already in the mood for music!

Fabio Ciminiera

Produced by Dino Plasmati & MiFaJazz Ass.
Production coordination Fabrizio Salvatore (AlfaMusic)
BOBBY WATSON and LJP BIG BAND
Bobby Watson alto sax
Nico Marziliano piano
Francesco Fossanova bass
Vito Plasmati drums

Saxophones
Michele Munno (as)
Claudio Chiarelli (as)
Angelo Manicone (ts)
Tommaso Capitolo (ts)
Vincenzo Appella (bs)

Trombones
Franco Angiulo
Raffaele Amato
Vincenzo Pace
Nino Bisceglie (bass tbn)

Trumpets
Luciano Palmitessa
Marco Sinno
Nicola Di Marzio
Emanuele Lamacchia

Soloists
1 - DOIN’ BASIE’S THING
Nico Marziliano (pf), Bobby Watson (as)

2 - BIG MAMA CASE
Dino Plasmati (g), Claudio Chiarelli (as), Nico Marziliano (pf), Bobby Watson (as)

3 - GROOVIN’ HARD
Angelo Manicone (ts)

4 - BASICALLY BLUES
Franco Angiulo (tbn), Angelo Manicone (ts), Boby Watson (as), Dino Plasmati (g)

5 - OVER THE RAINBOW
Bobby Watson (as)

6 - BROADWAY
Bobby Watson (as), Dino Plasmati (g) 7-ADMIRAL’S HORN Soloist: Bobby Watson (as)

7 – ADMIRAL’S HORN
Bobby Watson (as)

8 - DONNA
Nico Marziliano (pf), Bobby Watson (as)

9 - SOUL KITCHEN
Marco Sinno (tp), Claudio Chiarelli (as), Dino Plasmati (g), Bobby Watson (as)

Dumbo Station - Tirana cafè (ALFA MUSIC 2018)


Tirana Cafè è l'esordio discografico di Dumbo Station.

Questo lavoro costituisce la sintesi dei nostri primi due anni insieme, ed ha assunto molteplici aspetti prima di giungere alla sua forma attuale.

Il nostro incontro ci ha spinti verso il confronto con nuovi orizzonti musicali, ed ognuno dei brani contiene al proprio interno una traccia di questi percorsi.

Dumbo Station nasce a ottobre 2015 dall’incontro tra Paolo Zou (chitarra), Benjamin Ventura (pianoforte e tastiere) Stefano Rossi (basso elettrico) e Davide Savarese (Batteria). 

Il gruppo intraprende fin da subito un'intensa attivià concertistica, diventando la resident band della Roma Groove Session, realtà musicale che sta rapidamente prendendo piede nel panorama musicale romano, ispirandosi alle jam multistilistiche del nord Europa. Grazie a questa collaborazione il gruppo ha l’opportunità di accompagnare settimanalmente artisti della scena musicale romana e non solo (alcuni degli artisti accompagnati: Maurizio Giammarco, Dario Deidda, Greg Hutchinson, Michele Papadia, Fabio Zeppetella, Pierpaolo Principato, Stefano Sabatini, Phil Aelony, Davide Shorty, Lello Panico, Antonello Sorrentino, Marta Colombo).

Parallelamente all’attività concertistica il quartetto è impegnato fin dalla sua nascita nella produzione del proprio album d’esordio, che comprende esclusivamente brani originali. Il risultato è un lavoro estremamente eclettico, che spazia dal Jazz moderno al Jazz tradizionale, dal funk al gospel, fino ad arrivare al nu soul; il tutto mantenendo come capisaldi l’interplay e l’improvvisazione.

Il lavoro discografico, intitolato “Tirana Café”, è stato registrato nel mese di maggio (2017) con la partecipazione di Maurizio Giammarco, Vincenzo Presta, Elvio Ghigliordini e Davide Shorty, e pubblicato per l'etichetta romana AlfaMusic.

1 DUMBO STATION ft. Maurizio Giammarco 4.52
2 BIG ONE ft. Elvio Ghigliordini 6.57
3 NARVALO 6.15
4 YOUR POISON ft. Davide Shorty 4.08
5 SUGO FORENSE 5.44
6 STUTTER ft. Elvio Ghigliordini 5.27
7 GYRO 0.34
8 SMASHING SUSHI ft. Vincenzo Presta 6.04
9 PRAISE THE LORD 4.00
10 DR. GATTOLONIO ft. Maurizio Giammarco 5.56
11 TRIATHLON 3.34

All composed by Paolo Zou
Lyrics by Davide Sciortino 

Paolo Zou guitar
Benjamin Ventura piano and keyboards
Stefano Rossi electric bass
Davide Savarese drums

CD Special guests appearance:

Elvio Ghigliordini (flute)
Maurizio Giammarco (sax)
Vincenzo Presta (sax)
Davide Shorty (voice), per gentile concessione di Macrobeats record.

Produced by Dumbo Station
Production coordinator: Fabrizio Salvatore for AlfaMusic Label&Publishing

Wednesday, January 17, 2018

Maurizio Petrelli - Scatole di Vetro (ALFA MUSIC 2018)


“Scatole di vetro” è il secondo lavoro discografico con creazioni originali di Maurizio Petrelli e prodotto ancora dall’etichetta romana AlfaMusic, fondata nel 1990 da Fabrizio Salvatore e Alessandro Guardia.

Si configura come la continuazione ideale di un percorso musicale che ha avuto come prima tappa “Amori e Altre Storie" (Divagazioni di un alchimista) - AlfaMusic 2015 - il suo precedente lavoro discografico.

E’ una scelta che si avvale ancora della raffinata vena musicale degli arrangiatori Franco Piana e Vincenzo Presta, che rivestono con maestria i testi di Petrelli.

I temi che propone disegnano un universo espressivo variegato, ora incline all’intimismo ora attento all’ambito sociale della contemporaneità. Il registro stilistico è adeguato al racconto di avventure, impressioni e ricordi che emergono come tracce di un acuto (profondo) scavo interiore. Mai toccato da tentazioni di autocensura o edulcorazione, anzi profondamente sincero. Incline, semmai, a ricorrere all’ironia per alleggerire il dramma o rifuggire dal melenso.


Una parte del disco è dedicata a Nicola Arigliano, con un omaggio ai suoi motivi più famosi e alla rielaborazione del suo ultimo brano presentato al Festival di Sanremo del 2005, "Colpevole", che vinse il prestigioso Premio della Critica.

Il percorso musicale approda poi ad un’emozionante incontro con il suo pubblico grazie ad “Eccomi qui”, un brano per pianoforte e voce che è anche il titolo del nuovo show di Maurizio.

Il tocco nitido e il fraseggio lirico di Ettore Carucci costituiscono il tappeto sonoro ideale per l’invito al viaggio in un universo emotivo policromo (variamente colorato), impreziosito da musicisti jazz molto bravi e particolarmente versati nello swing e nella costruzione di atmosfere da “crooner”, in cui si esalta la vena interpretativa di Petrelli.

1. Scatole di vetro
Solista: Vincenzo Presta (sax tenore) Arrangiamento: M° Franco Piana

2. Colpevole
Solista: Vincenzo Presta (sax soprano) Arrangiamento: M° Vincenzo Presta

3. Non posso dire
Solista: Franco Piana (flicorno) Arrangiamento: M° Franco Piana

4. Se sapessi
Solista: Vincenzo Presta (sax tenore) Arrangiamento: M° Franco Piana

5. Tutto passa
Solista: Franco Piana (flicorno) Arrangiamento: M° Franco Piana

6. Omaggio a Nicola Arigliano
Arrangiamento: M° Vincenzo Presta

7. No pasò nada
Arrangiamento: M° Franco Piana

8. La ragazza
Solista: Mirko Rinaldi (tromba) Arrangiamento: M° Vincenzo Presta

9. Juliana
Solista: Ambrogio Frigerio (trombone) Arrangiamento: M° Vincenzo Presta

10. Faccia da schiaffi
Solisti: Stefano Sabatini (organo hammond), Paolo Zou (chitarra el.)
Arrangiamento: M° Vincenzo Presta

11. Eccomi qui
Pianoforte: Ettore Carucci

Stefano Sabatini
Ettore Carucci (11)
pianoforte

Francesco Puglisi
contrabbasso, basso el.

Dario Congedo
batteria

Daniele Leucci
percussioni

Paolo Zou
chitarre

Fernando Toma
campionamenti, archi

Anita Pusceddu
Alessandro Guardia
cori

Quartetto d’archi B.i.m. Orchestra

Marcello Sirignano
I violino

Mario Gentili
II violino

Stefania Di Biase
viola

Laura Pierazzuoli
violoncello

Prodotto da

Maurizio Petrelli, Alessandro Guardia e Fabrizio Salvatore per AlfaMusic Label & Publishing

Supervisione della produzione

Fabrizio Salvatore (AlfaMusic)

Arrangiamenti

Franco Piana, Vincenzo Presta

Note di copertina

Carmine Zocco

Foto Maurizio Petrelli

Rodolfo Pati

Illustrazione di copertina e progetto grafico

Alberto Giammaruco

Registrazioni, missaggi e mastering

AlfaMusic Studio - Roma

Tecnico del suono

Alessandro Guardia

Monday, April 3, 2017

Cettina Donato Quartet - Persistency (The New York Project) ALFA MUSIC 2017



You can do anything you set your mind to,
but it takes action, persistency and facing your fears.
This is the reason why I call my new work Persistency.
Nothing is impossible and we have no limits.
The only limit we have is ourselves.
Everything is set up for all of us.
We just have to believe in ourselves.
I hope you will enjoy the music on this album
because we put our love and heart in to make it.

Cettina Donato


1. The Sweetest Love 5’21
2. Take It Easy 6’09
3. Think About 6’20
4. Undecided minuet 6’35
5. Persistency 4’11
6. Lawns 4’30
7. Sing a song 5’56
8. Gershwin Dixit 12’06

Matt Garrison sax
Curtis Ostle double bass
Eliot Zigmund drums

Produced by Cettina Donato for AlfaMusic Label&Publishing
Production supervisor Fabrizio Salvatore
Cover photo Paolo Galletta
Studio photos Marzio Fulfaro
Graphic project Riccardo Gola
Recording Data

Recordings Systems Two Recording Studios - Brooklyn, NY, USA
Sound Engineer Max Ross
Assistent Andrew Cavaciuti

Mix and mastering AlfaMusic Studio – Rome, Italy
Sound engineer Alessandro Guardia


Monday, March 13, 2017

Alessandro La Corte 5et - Smile in Winter (ALFA MUSIC 2017)


Alessandro La Corte has been actively performing for over a quarter of a century, and he is an important animator of the jazz scene in Salerno and the Campania region of southern Italy, where this pianist and arranger has orientated himself with ease (and still does so) and where he has had the opportunity to play with almost all of the great jazz musicians of this part of the world. La Corte’s musical heart seems to beat to the piano rhythms of McCoy Tyner, especially the less academic and studied style that the latter adopted when playing with various groups in the seventies, when his creative maturity as an instrumentalist, soloist and composer had reached the summit of its development.

In this album this fact is absolutely evident not only in the track specifically dedicated to the African American artist, but also in the harmonic approach, and in the peculiar spirit of the modal-tonal game that Tyner made famous and that has remained his trademark. This is a dense kind of music with a crescendo of emotional intensity that La Corte has created in his role as the leader of a quintet, within which he leaves ample room for the solo piano, for the canonical trio featuring double-bass and drums, and for displaying his great talents as an arranger. When he writes for a big band, La Corte alternates fullness and emptiness, and he gives the wind instruments a sound that is compact and rich, but also light, and almost fluffy in the parts for the horns. The use of the baritone sax, which clearly stands out in almost plastic relief from the unified orchestral sound, is very distinctive.

The music that La Corte has written for the jazz quintet has a particularly pressing and closely-knit rhythm, which always keeps the pace of the gradual crescendos of intensity and the changing directions of his music. He makes the most of two saxophonists – Jerry Popolo and Carla Marciano – each of whom has a very different style and with whom he can emphasise the creative contrasts that so strongly distinguish his own approach to making music. The former draws nourishment from the great tradition of the jazz tenor sax, while adopting a modern style, expressing himself with warmth and melodic clarity, and giving his phrasing a spacious sound that is full of harmonics, which add a special depth and emphasis to each individual note. The latter, who is also the pianist’s partner and companion, clearly sees John Coltrane as her main point of reference and she uses the saxophone with great intensity, with a torrential, lacerating and penetrating flow with of notes, supported by an excellent technical approach to the instrument.


Popolo and Marciano work together to create a broad palette of many different colours and they complement each other by giving an orchestral feel also to pieces written for a small ensemble, thereby showing how very congenial they are to the pianist’s attitude. After all his choice of musical partners has to be based on the characteristics of the music as well as his own plans and intentions in his role as the frontman or leader, because he can only achieve his artistic goals in the company of musicians whose attitude is perfectly in harmony with his own ideas. This record has therefore been realized with musicians who are intimately involved in the project. Its historical reference points are very clearly stated, with some precise expressive connotations. In addition it is plainly based on a desire to bring the concert dimension of the music and the sense of growing climax that is typical of the live performance into the recording studio. (This is also why the tracks have a rather long duration, which is in any case necessary for this type of music).

These then are the main elements of this record and you may or may not like them, or you may criticize La Corte for declaring his sources of inspiration so frankly. (But is this really a such a bad thing?) You will however be bound to recognize the value of his aesthetic coherence and the indisputable clarity of his creative approach. These are qualities that can also be found in the versions of two famous pieces by Paul Simon and the Beatles, and thus from the world of pop music, which have been revisited and revamped by a genuine jazz philosophy, rather than by the usual pseudo pop attitude. In the case of “Yesterday” La Corte perfectly succeeds in the difficult task of turning this indisputable masterpiece, which is about as far from jazz as one can possibly imagine, into an authentic jazz ballad. Maurizio Franco

1 Smile In Winter 8.56
2 The Sound of Silence 12.48
3 Unknow Tone (Annotone) 8.40
4 Yesterday 10.36
5 One for McCoy 9.16
6 Live on Keaps 10.45
7 Blues At 25 CM 10.19

Alessandro La Corte piano & Fender Rhodes
Carla Marciano alto & sopranino sax
Jerry Popolo tenor sax
Marco de Tilla double bass
Gino del Prete drums

Raffaele Carotenuto trombone on "One For McCoy"

Brass Section on "Smile In Winter"
Ciccio Verrengia trumpet
Nicola Coppola trumpet
Carla Marciano alto sax
Peppe Plaitano ten sax
Raffaele Carotenuto trombone
Alfonso Deidda baritone sax
Carla Marciano sopranino sax (overdubbed)

Recording Data

Recordings: Elios Recording - Castellammare di Stabia - Naples
Sound engineer: Carlo Gentiletti
Mix and mastering: Luca Bulgarelli
Final mastering: AlfaMusic Studio – Rome
Sound engineer Alessandro Guardia


Arketypos Trio - Arketypos Trio (ALFA MUSIC 2017)


Music is an archetype of humanity.
It may have preceded verbal language.
While Dancing humanity created music, or from the music did
he starting dancing...?

For us jazz is like painting: classical, expressionist, realist, mannerist,
impressionist, surrealist, symbolist or any other style.

In front of a painting, initially, one allows himself to be carried away by
the emotion transmitted by the vision as a whole, then slowly began to
delve deeper into the details and, analyzing them, the free association of
ideas gives rise to the “free communication” process between the artist’s
intention and the sensibility of the observer.

So, as Miles Davis once said: “A song tells you what to think with the
lyrics. But with an instrumental composition you can think about whatever
you want”.

For a jazz musician composition and improvisation are two aspects
of the same instinct: the first is more thoughtful and conceptual, while
the second is emotional and spontaneous. In any case, the objective is
the non-verbal communication, beyond the words, using the universal
language of music.

In this sense, Arketypos or rather archetype, expresses the true essence
of sensible matters, transcending them; a primordial image contained in
the collective subconscious. Music, in this manner, returns to its origins to
reactualize and renew itself.

1 Mediterranean Fight Song
2 Nerano
3 Remembering
4 Coixedda
5 The Wait
6 The Giants
7 Lydian Song
8 Electric Riot 

Antonio Carboni - guitar
Luca Primo - electric bass
Gianluca Costa - drums

Recording Data

Recording: Groovefarm Studio - Rome
Sound engineer: Davide Abbruzzese
Mix: Superdry Recording Studio - Rome
Sound engineer: Fabrizio Frezza
Mastering: AlfaMusic Studio – Rome
Sound engineer: Alessandro Guardia