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Wednesday, March 16, 2022

Vince Abbracciante e Javier Girotto conquistano l'Orpheus Award come miglior produzione jazz con Santuario (Dodicilune)

VINCE ABBRACCIANTE E JAVIER GIROTTO CONQUISTANO L'ORPHEUS AWARD 2022 COME MIGLIOR PRODUZIONE JAZZ CON IL DISCO SANTUARIO PRODOTTO DALL'ETICHETTA LECCESE DODICILUNE.

Una bellissima notizia in casa Dodicilune: il fisarmonicista ostunese Vince Abbracciante e il sassofonista argentino Javier Girotto conquistano l'Orpheus Award 2022 nella categoria jazz grazie al progetto discografico "Santuario", prodotto dall'etichetta salentina e distribuito in Italia e all’estero da IRD e nei migliori store on li ne da Believe. Si tratta della dodicesima edizione del Premio della critica per le produzioni fisarmonicistiche italiane promosso dall'Associazione Promozione Arte con la direzione artistica di Gerlando Gatto, che coinvolge esperti e critici di riviste italiane e internazionali e che per il 2021 ha visto la segnalazione di ben 47 produzioni discografiche. Durante la cerimonia, trasmessa in streaming domenica 13 marzo, sono stati premiati anche il giovane salentino Michele Bianco (classica), il duo Luca Zanetti e Paola Torsi (world/popular music) e, con il Premio alla carriera, la cantante Antonella Ruggiero e il musicista e produttore Roberto Colombo.

«Lâ ™Orpheus Award è un premio molto sentito tra i fisarmonicisti, riceverlo per il secondo anno di seguito è un’emozione molto forte per me. So già che la mia ricerca sull’ignoto non finirà mai», precisa Vince Abbracciante, che aveva conquistato il premio anche nel 2019/2020 con "Terranima" (Dodicilune). «Devo tanto a Javier Girotto, suonare con lui mi permette di imparare sempre cose nuove, è un musicista straordinario sotto tutti i punti di vista e mi stimola ad andare sempre oltre i limiti. Ogni concerto è un flusso emozionale difficile da spiegare a parole e quelle energie siamo riusciti a catturarle anche in studio di registrazione. Nel disco “Santuario” abbiamo registrato nostre composizioni su un genere di difficile catalogazione. È una musica che viaggia tra il tango, il jazz, la world music, con tantissima improvvisazione e tanti arrangiamenti a due voci. In più abbiamo deciso di omaggiare un grande compositore argentino, Luis Bacalov. Desidero ringraziare l a mia etichetta, la Dodicilune, per credere così tanto in me. Questo premio è anche loro».

«Per me Santuario è stato un disco pieno di energia ed entusiasmo. Una vera collaborazione con un continuo scambio di idee, condivisione nelle composizioni e cura nel suono, nell'interplay delle improvvisazioni. Un lavoro discografico che mi ha dato la voglia di pensare al prossimo disco», racconta Girotto. «La fisarmonica è uno strumento che mi stimola e che mi riporta continuamente alle mie origini, che mi consente (grazie al suo potenziale tecnico) di poter andare ad oltranza a trovare nuovi orizzonti di espansione nei vari generi musicali (tradizionali, jazzistico, classico). Uno strumento che non ha limiti», prosegue il musicista. «Vince Abbracciante è uno strumentista in continua crescita. È un vulcano di idee e di stimoli. L'ideale per suonarci insieme».

Santuario propone undici composizioni originali del sassofonista argentino (“Santuario degli animali”, “Fugorona”, “Trama della Natura”, “2 de Abril”, “Aramboty”) e del fisarmonicista pugliese (“Ninar”, “En Mi”, “Fuga a Sud”, “Pango”, “Impressioni di Puglia” e “Soprano”) e la rilettura de “L'ultima chance” di Luis Bacalov, tema principale della colonna sonora dell’omonimo film di Maurizio Lucidi. Non è certo la prima volta che il jazz e le tradizioni argentine s’innamorano fino a finire in un abbraccio vigoroso, simile a un tango impetuoso e improvviso. Non è neanche la prima volta che la fisarmonica, strumento popolare (se si può dire) che porta nel suo corpo l’eco di un misto di tutti i folclori del mondo, s’imbaldanzisce per uscire con delizia dal suo universo tradizionale. Ma Abbracciante e Girotto (che alterna sax soprano e baritono e il flauto delle Ande), lirici e molto melodici, cercando sempre conversazioni intimiste con i loro strumenti, hanno la sensibilità e il talento di alzare questo esercizio di “stile” al più alto grado di compimento estetico e di poesia sentimentale. Insieme dal 2015, i due artisti propongono una musica originale, regalando “nuovi ponti tra il jazz, il folclore, il tango”, improvvisazione libera e scrittura neoclassica con stralci malinconici e passionali, raffinatezza espressiva del loro universo musicale che si rivolge tanto all’anima quanto al pensiero introspettivo.
Classe 1965, Javier Girotto nasce a Cordoba e ha la banda nel cuore grazie alla passione trama ndata dal nonno materno. Inizia suonando il rullante, il clarinetto piccolo fino ad approdare al sax e, dopo pochi anni al jazz, anche grazie a una borsa di studio del Berklee College of Music. Dopo l’esperienza negli Stati Uniti, dove segue le lezioni di Joseph Viola, George Garzone, Hall Crook e Jerry Bergonzi e impara “il mestiere”, suonando con Danilo Perez, George Garzone, Hall Crook, Bob Moses, Herb Pomeroy e tanti altri musicisti, a 25 anni arriva in Italia sulle tracce della sua famiglia di origini pugliesi. Tantissime le sue esperienze e le sue collaborazioni. Il suo progetto più longevo è sicuramente Aires Tango con Alessandro Gwis al pianoforte, Marco Siniscalco al basso e Michele Rabbia alla batteria e percussioni. Ha suonato e suona nei più importanti festival, teatri, rassegne e club in Italia e in giro per il mondo collaborando, tra gli altri, con Ralph Towner, Bob Mintzer, Randy Brecker, Paul Mc Candles, Paolo Fresu, Bob Moses, Danilo Rea, Michel Godard, Gia nluigi Trovesi, Rita Marcotulli, Roberto Gatto, Nada, Stefano Bollani, Fabrizio Bosso, Enrico Rava, Nicola Piovani, Samuele Bersani e molti altri.

Classe 1983, originario di Ostuni, Vince Abbracciante, a otto anni intraprende gli studi musicali con il padre Franco. Diplomato in musica jazz al Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli sotto la guida di Gianni Lenoci e laureato in fisarmonica classica con lode e menzione speciale al Conservatorio Egidio Romualdo Duni di Matera con Gian Vito Tannoia, ha frequentato master class, seminari, corsi. Si è esibito in festival e jazz club in tutto il mondo suonando con numerosi musicisti (Juini Booth, John Medeski, Richard Galliano, Marc Ribot, Javier Girotto, Gabriele Mirabassi, Flavio Boltro, Fabrizio Bosso, Peppe Servillo, Lucio Dalla, Ornella Vanoni, Heidi Voge l). Nel 2006 si avvicina anche alle tastiere vintage. Nel 2009 progetta insieme a Carlo Borsini un nuovo sistema per il cambio dei registri della fisarmonica, che permette di ampliare la gamma sonora del suo strumento. Ha scritto colonne sonore per i film del regista Gianni Torres e ha pubblicato vari cd con The Bumps (trio completato da Davide Penta e Antonio Di Lorenzo) e con Paola Arnesano (Tango!, 2012 e MPB, 2017). Dopo “Introducing”, nel quale è affiancato dal leggendario bassista newyorkese Juini Booth (2012, Bumps Records) ha pubblicato per l’etichetta Dodicilune i due cd “Sincretico” (2017) e “Terranima” feat. Gabriele Mirabassi (2019). Nella sua carriera ha conquistato numerosi premi nazionali e internazionali. Dal 2000 è testimonial delle fisarmoniche Borsini di Castelfidardo. Dal 2017 il calco della sua mano destra viene conservato presso il “Museo Internazionale delle Impronte dei Fisarmonicisti” di Recoaro Terme (VI). Nel 2021 ha vinto (ex aequo con Simone Zanchini) l'Orpheus Award nella categoria jazz. In uscita anche il libro/cd "Io che amo solo te. Le Voci di Genova", produzione firmata da Dodicilune, Eskape e Coolclub, tratto dal concerto/spettacolo di Serena Spedicato (canto, voce recitante), Osvaldo Piliego (testi originali) con arrangiamenti firmati da Abbracciante affiancato da Nando Di Modugno (chitarra classica) e Giorgio Vendola (contrabbasso) e la regia di Riccardo Lanzarone.

Tuesday, March 1, 2022

Nicola Pisani - Cypriana (March 1, 2022 Dodicilune / Ird)

Prodotto da Dodicilune, distribuito in Italia e all’estero da IRD e nei migliori store on line da Believe, martedì 1 marzo esce “Cypriana”, concerto per voce solista, voce recitante, jazz/traditional ensemble e coro del sassofonista, compositore e direttore pugliese Nicola Pisani.

In Italia si conosce poco del difficile e durissimo percorso intrapreso da Cipro per raggiungere lo statuto di Repubblica Democratica. Questo avvenne nel 1960 con l'Indipendenza conseguita dall'Inghilterra che, subentrata alla dominazione turca sull'isola, represse con violenza inaudita la ricerca di autonomia e libertà del popolo cipriota. Per celebrare il 50° anniversario della fondazione della Repubblica di Cipro è nata questa partitura originale: composta e diretta dal Nicola Pisani (compositore, sassofonista e  docente di Musica d’Insieme Jazz presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano) è basata su temi musicali selezionati dal repertorio tradizionale cipriota inseriti in un tessuto musicale contemporaneo che si avvale di momenti di composizione estemporanea in scena e include poesie e testi di poeti greci  e ciprioti selezionati ed elaborati in una drammaturgia vocale da Maria Luisa Bigai (regista, attrice, docente di Arte Scenica presso il Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli).

Il progetto nasce da un'idea di Yiannis Miralis, (docente del Dipartimento delle Arti/Musica dell’Università Europea di Cipro) ed è stato realizzato con la collaborazione, per la prima volta congiunta, di Ministero della Cultura e dell’Educazione di Cipro, Municipio di Strovolos, Progetto Erasmus,  Liceo Musicale di Cipro, Dipartimento delle Arti dell’Università Europea di Cipro con primo debutto assoluto nel marzo 2011 nel Teatro Municipale di Strovolos/Nicosia di Cipro, in occasione del 50° anniversario della fondazione della Repubblica di Cipro. In Italia viene presentato a Roma, nel 2012, in occasione del Semestre di Presidenza della Cultura Europea affidato alla Repubblica di Cipro, e nell'ambito della Settimana della Cultura Cipriota in Italia. Il concerto, eseguito nell’aula magna dell’Università "La Sapienza”, è registrato live e ora pubblicato nel cd “Nicola Pisani – Cypriana” grazie all’etichetta Dodicilune.

«La drammaturgia di Cypriana nasce dall'intersecarsi e giustapporsi di materiali eterogenei raccolti con una ricerca estremamente personale», spiega Maria Luisa Bigai. «Già dal primo impatto avuto con l'Isola di Cipro nel 2009, durante il mio primo viaggio di scambio Erasmus, emerge nella mia esperienza la pluralità di accenti e la frammentazione. La Città è tuttora divisa in due per quella che è detta 'la questione turca'. E girando per le strade e ascoltando le persone parlare si sente un ottimo inglese e un greco fatto di accenti e ritmi differenti, frammenti diversi per uno stesso orgoglio di appartenenza. Questo t erritorio», prosegue, «ha prodotto una cultura frutto di influenze disparate (gli antichi popoli mesopotamici mischiati con la classicità greca, i francesi del medioevo, Riccardo Cuordileone, i Veneziani, i Turchi presenti sin dalla battaglia di Lepanto e poi rimasti per secoli, gli Inglesi e poi quei Turchi piombati nel 1974 in una vera e propria invasione militare ...) una ricchezza incredibile di immagini e suoni, ritmi e accenti diversi. Parlando con un avvocato greco addetto di questioni internazionali ho avuto informazioni sulle tensioni greco-turche, sul protettorato inglese, sul processo di indipendenza che portò nel 1960 a Cipro finalmente riconosciuta come repubblica indipendente, ma attraverso un processo non incruento. E visitando il celebre Liceo Musicale, ho visto immagini di musicisti poi celebri, insieme a strane foto storiche di ragazzi...che furono impiccati nel 1957 e 1958 perché lottarono per l'indipendenza di Cipro. Una tragedia nel cuore dell'Europa modern a, senza che apparentemente nessuno lo sapesse, mentre a Londra già suonavano i Beatles. Tutte queste voci echeggiano attraverso letture di articoli di giornale, frammenti di lettere private, versi di poeti greci e di poeti greco-ciprioti, traduzioni parziali e commentari, echi e deformazioni – anche personali- insieme a informazioni storiche. 

Il lavoro di ricerca e composizione-scomposizione-ricomposizione creato da Nicola Pisani per la parte musicale, a partire anch'egli dall'ascolto e ritrovamento di echi e melismi storici e tradizionali, insieme a gesti precisi di composizione anche improvvisativa, con la sua richiesta di gesti individuali e fortemente personali in veste di solista, da parte di ogni componente del gruppo, mi ha portata a costruire un percorso a monologo, in una forma che restituisse le molte voci e i molti suoni di una narrazione collettiva. Ho voluto costruire una voce di Corifea, interprete e veicolo tra la parola e il suono di quanto narrabile e di quanto inenarrabile di questa vicenda, sviluppando i sentori, le grida e I sussurri che le singole voci orchestrali, il coro e il canto solista esprimono prima e dopo la parola», continua. «Parole dette, in italiano, inglese, greco cipriota, fino alla dissoluzione in sillabe, lallazioni, grida, parole prese da didascalie, informazioni di giornale, note a margine, frammenti di epistola, righe di diario privato, riverberi poetici liberamente tradotti o echeggiati nel loro suono iniziale o in libere riletture, fino a deformarli in suono, ritmo canto, è il percorso che ho voluto produrre perchè l'insieme dei frammenti diventasse l'albero di una nave fatta di palcoscenico e strumenti orchestrali, e i respiri e I canti vela del grande racconto collettivo che è questo momento tragico della nostra Storia contemporanea europea, tragico non solo perché ha visto la morte terribile di ragazzi giovanissimi impiccati per un'opinione e lotta politica, ma anche per lo scarsissimo riconoscimento che tuttora ha questo capitolo della creazione della nostra Europa attuale».

Docente di Musica d’insieme jazz al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, Nicola Pisani si è perfezionato in Jazz e direzione con Bruno Tommaso, in Musica Contemporanea con Vinko Globokar, in canto corale e direzione con Marcel Couraud. Primo premio assoluto al Concorso Internazionale di Stresa 1991, nel corso degli anni ha inciso per etichette italiane (Splasch, Dodicilune, Lieto Colle, Squilibri) e straniere (Ogun, Leo Record, Losen Record, Yvp ed Enja). Ha collaborato con John Surman, Pino Minafra, Andrea Centazzo, Michel Godard, Paolo Damiani, Sergey Kuryokhin, Steve Lacy, Keith Tippet, Louis Sclavis e con alcune produzioni Rai. Ha diretto e compos to per le orchestre Dolmen, MultiJazz, Minafric, Assemblage, Tromso University, ICO - Bari, Orchestra Nazionale dell’AMJ, Orchestra Nazionale Docenti di Conservatorio, M.A.O. Orchestra. Suona in tutta Europa, USA, Argentina, Marocco, Arabia Saudita. Ha tenuto stage su Improvvisazione e Conduction in Italia, Danimarca, Norvegia, Estonia e Cipro. Coordinatore scientifico del 1° I.P. Erasmus in U.E. sull’Improvvisazione per i Conservatori di Cosenza, Tromso (N), Esbjerg e Aahrus (DK), Tallin (ES), Nicosia (CY), Vienna (A). È stato Presidente dell’A.M.J, fondatore del sindacato musicisti SIAM-CGIL, coordinatore della Conferenza Nazionale Docenti Jazz – AFAM.
L’etichetta pugliese Dodicilune è attiva dal 1996 e dispone di un catalogo di oltre 300 produzioni discografiche (cd, vinili, dvd) di artisti italiani e stranieri. Grazie a Ird e Believe i dischi sono distribuiti in Italia e all'estero nei migliori negozi di musica, nelle principali catene (Feltrinelli, Fnac, Ricordi, Mondadori, Melbookstore) e su 60 piattaforme di download/streaming digitale in circa 80 paesi in tutto il mondo (iTunes, Spotify, Deezer, AppleMusic, Amazon, Qobuz, Tidal).

1 - Thalasses
2 - Conduction N.52
3 - Insulae
4 - Cypriot Popular Song
5 - Musiki

All compositions by Nicola Pisani
Lyrics by Maria Luisa Bigai (1, 2, 3, 5)

Nicola Pisani, composer, conductor
Maria Luisa Bigai, drammaturgy, narrator
Erica Gagliardi, vocals
Michalis Kouloumis, violin
Piero Gallina, violin, lira calabrese
Ilaria Montenegro, flutes
Yannis Miralis, soprano sax
Elli Michael, alto sax
Alberto La Neve, tenor, baritone sax
Marco Sannini, trumpet, flugelhorn
Giuseppe Oliveto, trombone
Mario Gallo, tuba
Andreas Christodoulou, oud
Massimo Garritano, guitars, bouzouki
Marios Toumbas, piano
Carlo Cimino, double bass, electric bass
Checco Pallone, frame drums
Vassilis Vassilleiou, drums
Alessio Sisca, drums
Giuseppina Conti, choir conductor
Choir “Cantus Vitae"

• PRODUCTION DATA
Total time 54:56 STEREO DDD
(p) 2022 DODICILUNE (Italy)
(c) 2022 DODICILUNE (Italy)
www.dodicilune.it
CD DODICILUNE DISCHI Ed515
8033309695150

• RECORDING DATA
Produced by Nicola Pisani and Maurizio Bizzochetti, Gabriele Rampino, Dodicilune
Label manager Maurizio Bizzochetti (www.dodicilune.it)
Live recorded 1 October 2012 at Aula Magna, La Sapienza University, Rome, Italy
Sound engineer Fabrizio De Rose
Mixed and mastered 20/27 November 2012 at Dedalus Studio, Cosenza, Italy
Sound engineer Checco Pallone
Cover photo by Fabio Ciminiera
Photos by Donato Anselmi, Raffaella Mastroianni, Pino Ninfa, Paola Scirchio
Contact: nicsax16061962@gmail.com, facebook.com/nicola.pisani.5

• EXTRA NOTES
La musica di questo disco è stata analizzata nel libro “Big Band” (Ferrari editore) di Francesco Caligiuri

Tuesday, February 8, 2022

Maloo - Fuzzland (February 8, 2022 Dodicilune / Ird)


Una miscela di jazz, crossover, rock, prog, groove, minimalismo ed elettronica: "Fuzzland” è il nuovo progetto discografico della band Maloo, prodotto nella collana Controvento dall’etichetta Dodicilune, e distribuito da martedì 8 febbraio in Italia e all’estero da IRD e nei migliori store on line da Believe. Nel disco , il quartetto marchigiano, nato nel 2014 dall’incontro tra il chitarrista e compositore Valeriano Ulissi, il bassista Carlo Bolognini, il batterista Giovanni Zannini e il percussionista Federico Zannini, propone nove composizioni originali firmate da Ulissi e una sorprendente cover di “In Bloom” dei Nirvana. 

«Quello che offriamo è il nostro punto di vista attuale e contemporaneo su tutta la musica che abbiamo ascoltato ed interiorizzato fino ad oggi», sottolinea Valeriano Ulissi. «I brani sono una fusione di vari generi con particolare attenzione alla ricerca timbrica che, a nostro parere, è uno degli aspetti e dei parametri musicali dove c’è più margine per la creatività. Quello che vogliamo trasmettere è la nostra “ idea” di musica, intesa come personalità musicale, che si forma, nel corso degli anni, attraverso lo studio e l’ascolto “interiore” delle sonorità che ci appartengono e ci caratterizzano. Un’idea di bellezza e di emozione che non può essere catalogata in uno specifico genere ma è ricca di contaminazioni».

Nato a Jesi, in provincia di Ancona, nel 1972, Valeriano Ulissi inizia a studiare chitarra a 15 anni, circondato da una famiglia di musicisti. Dal 1988 al 1991 è allievo di Andrea Conti (borsa di studio alla Berkley school di Boston). Negli anni si perfeziona, studiando con dedizione tecnica, armonia ed ear training. Iscritto alla SIAE come compositore melodista dal 1998, dal 2002 al 2006 studia Jazz ed improvvisazione con Fabio Zeppetella. Partecipa a vari seminari di armonia jazz, musica d’insieme, t ecniche di improvvisazione, chitarra brasiliana, strumenti preparati, con numerosi artisti di livello internazionale (Augusto Mancinelli, Tommaso Lama, Garrison Fewell, Lello Molinari, Gregory Burk, Rick di Muzio, John Azilla, Lisa Thorson, Ramberto Ciammarughi, Umberto Fiorentino, Guinga, Roberto Taufic, Fabio Zeppetella, Massimo Moriconi, John Arnold, Michele Rabbia e altri). Fonda e suona in diverse formazioni acustiche ed elettriche, avvicinandosi così a molti generi musicali (rock, blues, funky, pop, jazz, brasil, fusion, elettronica). Dal 2007 è docente di chitarra e musica d’insieme in diverse scuole di musica. Dal 2016 al 2020 approfondisce gli studi di composizione e arrangiamento con il maestro Fabrizio Teodosi. Nel dicembre 2014, dal suo incontro con Carlo Bolognini, Giovanni Zannini e Federico Zannini prende il via l’avventura dei Maloo. Nel 2016 esce il primo cd autoprodotto “Everything needs time” (Rara Records). Nel corso di questi anni si sono esibiti in nu merosi festival, club e locali in giro per l’Italia.

L’etichetta Dodicilune è attiva dal 1996 e dispone di un catalogo di quasi 300 produzioni di artisti italiani e stranieri. Distribuiti nei negozi in Italia e all'estero da IRD, i dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online, ascoltati e scaricati sulle maggiori piattaforme del mondo grazie a Believe.

Tracklist
1 - Slat • 2 - Nubeart • 3 - Slow Walk • 4 - Fuzzland • 5 - Five • 6 - Analog ic • 
7 - Departures • 8 - Around My Mind • 9 - Taurus Green • 10 - In Bloom

Tutte le composizioni sono di Valeriano Ulissi tranne “In bloom” di Kurt Cobain.
Arrangiamenti di Valeriano Ulissi, Carlo Bolognini, Giovanni Zannini.

Line Up
Valeriano Ulissi • chitarra, fx, electronics, synth (1, 2, 4, 5, 7, 8)
Carlo Bolognini • basso elettrico, , fretless bass (5, 7), synth (8)
Giovanni Zannini • batteria, fx, drumprog, samples
Federico Zannini • pads, percussioni (1, 5), hand pan (3, 7, 8)

Tuesday, February 1, 2022

Massimiliano Cignitti - Buio in sala (February 1, 2022 Dodicilune / IRD)

MASSIMILIANO CIGNITTI
feat. NGUYÊN LÊ, GRÉGOIRE MARET,
EDMAR CASTANEDA E MARK COLENBURG
BUIO IN SALA
DODICILUNE

Prodotto nella collana Controvento dall’etichetta Dodicilune, distribuito in Italia e all’estero da IRD e nei migliori store on line da Believe, martedì 1 febbraio esce “Buio in sala” di Massimiliano Cignitti featuring Nguyên Lê, Grégoire Maret, Edmar Castaneda e Mark Colenburg. Il bassista romano propone dieci composizioni originali, immaginate come ipotetiche colonne sonore dedicate e ispirate a personaggi della storia del cinema, e due brani dell’indimenticabile Nino Rota (“O Venezia, Venegia, Venusia” dal film “Il Casanova di Federico Fellini”) e del compositore, pianista ed etnomusicologo ungherese Bela Bartok (“Music for Strings, Percussion and Celesta”, tema utilizzato dal regista Stanley Kubrick per il film cult “Shining”).

Nel progetto discografico il musicista è affiancato dalla band composta da Mauro Scardini (piano e tastiere, autore della conclusiva “Sentimento del tempo”), Giancarlo Ciminelli (tromba e flicorno), Marco Guidolotti (sax, flauto) e Marco Rovinelli (batteria) e impreziosita dalla presenza di Nguyên Lê. Il chitarrista franco-vietnamita, riconosciuto per la cifra stilistica che coniuga sapientemente i ritmi della musica rock, jazz e funk con quelli delle sonorità nordafricane, vietnamite e indiane, negli anni ha collaborato con Michel Portal, Dave Liebamn, Ray Charles, Trilok Gurtu, Renaud Garcia-Fons, Paolo Fresu e altri nomi del jazz internazionale.

Ospiti in alcuni brani anche l’armonicista svizzero Grégoire Maret, considerato da molti l’erede di Toots Thielemans, vincitore di un Grammy Award con il Pat Metheny Group e collaboratore, tra gli altri, di Herbie Hancock, Cassandra Wilson, Prince, Sting, Elton John, Jimmy Scott, Tito Puente, Steve Coleman, Kurt Elling, l’arpista colombiano Edmar Castaneda, che ha lavorato, solo per fare qualche nome, con Rickie Lee Jones, Sting, Paco de Lucía, John Scofield, John Patitucci, Ivan Lins, e il batterista statunitense Mark Colenburg, vincitore del Grammy Award con il progetto “Robert Glasper Experiment”, che ha suonato con Cecil McBee, Chico Freeman, Kenny Garrett, Stefon Harris, Mos Def, Lauryn Hill, Amel Larrieux, Kurt Rosenwinkel, Lalah Hathaway, Macy Gray e altri.
Massimiliano Cignitti (Photo Ramy Elkot)
Massimiliano Cignitti (Photo Ivano Piterà)
Nguyên Lê (Photo Christophe Charpenel)

Completano la line up Paolo Alimonti (chitarra), Roberto Schiano (trombone), Valentina Petrossi, Federica Zavaleta, Susanna Stivali (voce) e il quartetto d'archi formato da Diego Matthey (1° violino), Aurianne Philippe (2° violino), Claire HÉlÈne Rignol (viola) e ThÉmis Bandini (violoncello).

Dopo l’apertura riservata a Nino Rota il disco prosegue con i brani “Nostalgia del presente” (titolo tratto da una poesia di Jorge Luis Borges) dedicato al cinema visionario di Elio Petri e Gian Maria Volontè, “Un'eclisse”, che guarda al mondo di Michelangelo Antonioni e Wim Wenders, “Tanguedia 2020”, pensata per Fernando Solanas, regista argentino morto a causa del Covid-19 nel dicembre 2020, e Astor Piazzolla, autore di tante musiche dei suoi film, “Shaft is back”, ispirata al cinema blaxploitation degli anni '70. La title track, unica canzone del brano con testo di Cignitti affidato alla voce di Valentina Petrossi, evoca il cinema come “fabbrica dei sogni” per le generazioni degli anni '60, il mondo della Dolce Vita, il sogno di stelle irraggiungibili, lo schermo come possibile realtà dove rifugiarsi, immaginando una vita migliore. Dopo “Ennio’s dream”, omaggio a Ennio Morricone, il cd è completato da “Choro per Glauber”, che rimanda a Glauber Rocha, regista, scrittore, poeta, agitatore rivoluzionario del Cinema Novo brasiliano, “JLG”, iniziali del Maestro della Nouvelle Vague francese Jean Luc Godard, “Snaporaz”, nomignolo affibbiato a Marcello Mastroianni da Federico Fellini, e le già citate “Music for strings, celesta and percussion” di Bela Bartok e “Sentimento del tempo”, epilogo firmato da Mauro Scardini.

Romano, classe 1972, Massimiliano Cignitti intraprende lo studio del basso elettrico nel 1991 alla Città della musica di Tivoli sotto la guida di Claudio Zanghieri. Prosegue i suoi studi alla Scuola popolare di musica di Testaccio frequentando tra gli altri i corsi di Luca Pirozzi, Sandro Satta, Stefano Arduini, Carlo Mezzanotti, Giovanna Marini. È stato membro della Testaccio Jazz Orchestra diretta da Claudio Pradò con la quale si è esibito nel dicembre 1999 accompagnando un solista di fama internazionale come il trombettista Marvin Stamm. Ha studiato con Marco Siniscalco e Pietro Ciancaglini e ha partecipato a numerose clinics (Berklee school clinics at Umbria jazz 97-98, Siena Jazz 99), avendo la opportunità di studiare con Furio di Castri, Enrico Pieranunzi, Giancarlo Schiaffini, Giovanni Tommaso, Bruce Gertz, Jim Kelly, Larry Monroe). Ha preso parte a seminari di Alain Caron, Gary Willis, Bobby Mc Ferrin, Elvin Jones, Victor Bailey. Oltre a un intensa attività live con formazioni che spaziano dal jazz al pop, da ricordare la presenza nel cd "Electric city" pubblicato dagli Electric City per la Panastudio Productions, gruppo di cui è membro fondatore. Con il Thierry Valentini quartet (insieme a Thierry Valentini, Mauro Scardini, Alberto Delfini) ha ottenuto il primo premio nei concorsi Jazz di Mentana e Colleferro e si è esibito nei festival Along came jazz ’99 di Tivoli e Siena jazz ’99 con la partecipazione straordinaria di Paolo Fresu. Nel marzo 2000 è stato pubblicato per la MAP il cd "Ecch…!" del Fabrizio La Fauci 5tet . Nel 2002 ha pubblicato il secondo disco con la sua band Electric City dal titolo “Tambo” uscito per la Splasch records con la partecipazione di Gegè Telesforo, Giancarlo Ciminelli, Daniele Scannapieco, Mauro Scardini, Marco e Pietro Ciancaglini, Juan Carlos Albelo. Nel 2009 prende parte al progetto pop Nuvola9 con il disco “Ora” pubblicato da Terre Sommerse.

1 - O Venezia venusia venaga
2 - Nostalgia del presente
3 - Un'eclisse
4 - Tanguedia 2020
5 - Shaft is back
6 - Buio in sala
7 - Ennio's dream
8 - Choro for Glauber
9 - JLG
10 - Snaporaz
11 - Theme from 2 movement of Music for strings, celesta and percussion
12 - Sentimento del tempo

Musica di Massimiliano Cignitti (Dodicilune edizioni)

tranne 1 di Nino Rota, 11 di Bela Bartok, 12 di Mauro Scardini

Line up
Massimiliano Cignitti - basso
Mauro Scardini - piano e tastiere
Giancarlo Ciminelli - tromba e flicorno
Marco Guidolotti - sax, flauto
Marco Rovinelli - batteria

featuring
Nguyên Lê - chitarra
Grégoire Maret - armonica (4, 9)
Edmar Castaneda - arpa (7, 12)
Mark Colenburg - batteria (6, 11)

with
Paolo Alimonti - chitarra (6)
Roberto Schiano - trombone (10)
Valentina Petrossi - voce (6)
Federica Zavaleta - voce (7)
Susanna Stivali - voce (8)
Diego Matthey - 1° violino (7)
Aurianne Philippe - 2° violino (7)
Claire HÉlÈne Rignol - viola (7)
ThÉmis Bandini - violoncello (7)

Nguyên Lê appare per cortese
concessione di ACT Records

Tuesday, January 25, 2022

Louize & The Rickety Family - In & Out the Wild Side (January 25, 2022 Dodicilune / Ird)

LOUIZE & THE RICKETY FAMILY
IN & OUT THE WILD SIDE
DODICILUNE

Prodotto dall’etichetta Dodicilune, distribuito in Italia e all’estero da IRD e nei migliori store on line da Believe Digital, martedì 25 gennaio esce “In & out the wild side”, esordio discografico del progetto “Louize & The Rickety Family”. Nei sette brani inediti (“Esperame”, “TèMaRocchino”, “Utopia”, “Molly”, “Progression”, “Two Little Child ren”, “In & Out the Wild Side”) e nella riproposizione di “What is This Thing Called Love?” di Cole Porter, la cantante, autrice e compositrice pugliese Luisa Tucciariello è affiancata dalla band formata da Nicolò Petrafesa (piano), Luca Tomasicchio (contrabbasso), Michele Ciccimarra (batteria) e arricchita, in alcune tracce, da Alessandro Corvaglia (sax alto, sax tenore), Vittorio Gallo (sax tenore), Francesco Massaro (sax baritono), Valerio Latartara (viola, violino) e Annalisa Di Leo (violoncello). «Che una band di giovani jazzisti italiani sappia esprimersi con tanta maturità stilistica, e con una simile personalità espressiva, è forse il segno di questo tempo fertile e ricco per il nostro stivale. Che una giovane e talentuosa personalità artistica come Luisa Tucciariello sia capace di pensare musica così speci ale e nuova con ingredienti così nuovi e antichi al tempo stesso è, invece, una rarissima circostanza, in Italia e non solo», sottolinea il critico e storico musicale Vincenzo Martorella nelle note di copertina del cd dedicato alla memoria del compianto pianista e compositore Gianni Lenoci.

«Nella nostra lingua non abbiamo gli strumenti lessicali per poter tradurre in parole le emozioni che la musica suscita in chi l’ascolta; né per provare a descrivere un tipo di suono, una particolare sfumatura vocale, e così via. Per questo, il critico musicale fa largo ricorso all’uso di aggettivi, il che può essere la classica arma a doppio taglio», prosegue Martorella. «Spesso, se ne usano di mirabolanti, di fantasiosi; nulla di male, se non fosse che spesso, a leggerli è difficile capire in che relazio ne siano con la musica cui si attaccano. Pensate all’aggettivo “scintillante”. Abbiamo letto di assoli di chitarra scintillanti miliardi di volte, ma cos’è che rende un assolo più o meno scintillante? Quando un assolo non lo è? Da dove viene la luce, lo scintillìo? Definire il disco che avete tra le mani, o la musica che in esso è contenuta, usando un solo aggettivo è impresa disperata. Molte le variabili in gioco, molto lo stupore che si prova attraversandolo, traccia dopo traccia. Potrebbe essere “sorprendente”, certo.

Ma non solo, perché ogni piccola traiettoria apre paesaggi nuovi, ogni singolo pensiero (e ce ne sono migliaia) sembra nascere per germinazione spontanea dal precedente, creando così un sapere caleidoscopico, una brillantezza luminescente che si spande dietro (e davanti) ogni nota», continua il critico. «Vuoi vedere, allora, che l’aggettivo adatto è proprio “scintillante”? Da dove viene, dunque, lo scintillìo? Innanzitutto, da un impian to sonoro dentro il quale far muovere le idee, i suoni e i ritmi come pedine di un risiko dell’anima, in cui gli spazi non si occupano ma si controllano, in cui la strategia non è vincere, ma abbandonarsi al piacere del canto, del gesto – timido o spavaldo che sia –, del rischio. Louize e la sua sgangherata famiglia (il cui strumentario, per l’occasione, ospita anche strumenti ad arco) sono un collettivo vero, rodato, che vive e respira musica all’unisono, e proprio per questo ha saputo forgiare un suono proprio, riconoscibile e fresco, che allude a tutto e a niente, dentro il quale si agitano influenze molteplici che però vengono filtrate alla luce di una irriducibile originalità.
Se proprio si dovesse rintracciare una derivazione, una discendenza, soprattutto in termini di orizzonti e consapevolezza, non potrebbe che essere quella di Gianni Lenoci, una delle menti più geniali, e compiante, del nostro tempo. Proprio ragionando sugli spazi, sui tempi, sulle sonorità, questa musica esplora un versante diverso e pieno di promesse, sperimentando forme e vuoti, lavorando su ritmi e armonie, così come sulla loro assenza», va avanti nella sua disanima Martorelli. «Un affresco emozionale, nel quale il rischio, il gioco, l’alea e la poesia abitano con le stesse credenziali. Proprio questo intrecciarsi vorticoso dà sostanza e fascino a una scaletta frattale, a geometria variabile, fatta di brani intensi come diamanti, dall’iniziale, e bellissima, Esperame, a Two Little Children, una pagina di pura poesia. Per finire con In & Out The Wild Side, che nelle parole di Luisa Tucciariello si poggia, come l’intero progetto, “su quel limite delicato ed affascinante della contraddizione. E sulla voglia, mia ma anche dei miei compagni di viaggio, di contemplare tutto ciò che sta all’interno di determinati schemi, modelli, repertori e stili, ma con gli occhi di chi ha vissuto e sperimentato la zona selvaggia nella vita come nella musica”».

Luisa Tucciariello, classe 1985, ha studiato al Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli dove, nel corso degli anni, ha conseguito prima il Diploma Accademico di Primo Livello di Canto Jazz nel 2013, sotto la guida di Gianna Montecalvo e Gianni Lenoci, poi il Bienno di Musica jazz nel 2015 e nel 2021 il corso di Primo livello in Composizione jazz concluso, dopo la prematura scomparsa di Lenoci, con i maestri Bruno Luise e Vincenzo Martorella. Dal 2012 lavora con Dionisia Cassiano al duo vocale “Black Fair Voices” con cui pubblica il loro primo disco di inediti, “ Triks of Love”. Dal 2014 ha lavorato assieme al suo Maestro Gianni Lenoci ad un progetto di libera improvvisazione "Strictly Pink”. Tra il 2015 e il 2017 vive a Londra e lavora come insegnante di canto e pianoforte, collabora con il London Inte rnational Gospel Choir come small group leader e con Solid Harmony Choir come vocal coach e Choral Conducting assitant. Collabora con i musicisti della scena jazz londinese ed è attiva nella scena della Free Improvisation. Attualmente è attiva in Puglia con la sua attività concertistica, didattica e compositiva, fonda nel 2018 la “Rickety Family” con cui vince il premio “Migliore composizione originale” al Ladisa Jazz Contest, con il pezzo “Molly”, che rappresenta il punto di partenza del suo primo lavoro discografico per l’etichetta pugliese Dodicilune.

L’etichetta Dodicilune è attiva dal 1996 e dispone di un catalogo di quasi 300 produzioni di artisti italiani e stranieri. Distribuiti nei negozi in Italia e all'estero da IRD, i dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online, ascoltati e scaricati sulle maggiori piattaforme del mondo grazie a Believe Digital.

1 - Esperame
2 - TèMaRocchino
3 - Utopia
4 - Molly
5 - Progression
6 - Two Little Children
7 - What is This Thing Called Love?
8 - In & Out the Wild Side

All compositions and lyrics by Luisa Tucciariello
except 1 (lyrics by Luisa Tucciariello, Valerio Latartara)
7 by Cole Porter

Luisa Tucciariello • voce, piano (8)
Alessandro Corvaglia • sax alto, sax tenore (7)
Vittorio Gallo • sax tenore (2, 5, 8)
Francesco Massaro • sax baritono (2, 5, 8)
Nicolò Petrafesa • piano
Valerio Latartara • viola, violino (1, 6)
Annalisa Di Leo • violoncello (1, 6)
Luca Tomasicchio • contrabbasso
Michele Ciccimarra • batteria

Produced by Luisa Tucciariello and Maurizio Bizzochetti, Gabriele Rampino, Dodicilune.
Label manager Maurizio Bizzochetti (www.dodicilune.it).
Recorded from October 2019 to November 2020 by Mimmo Galizia at Waveahead Studio, Monopoli, (Ba), Italy.
Mixed and mastered March/April 2021 by Tommy Cavalieri at Sorriso Studio, Bari, Italy.
Cover photo mhelloRuby. Photos by Hélène Damiani, Leonardo Toscano.

Thursday, September 16, 2021

Gabriele Mastropasqua - Jazzed-Up! (September 2021 Dodicilune / Ird)

Prodotto da Dodicilune, distribuito in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store on line da Believe, martedì 14 settembre esce Jazzed-Up! di Gabriele Mastropasqua. Il sassofonista pugliese propone otto composizioni originali (“E si aprirono le acque del jazz”, “2B done”, “Fil & Al”, “Angels”, “Paul at Starbucks”, “Barile di follia”, “Una notte a castel Caetani”, “Omicidi o alla Chigiana”) che si muovono tra jazz, swing, funky, sonorità balcaniche. Mastropasqua è affiancato da un’orchestra diretta dal chitarrista Roberto Spadoni, composta da Max Zaza, Nicola Cozzella, Nicola Simone, Luigi Acquaro, Tommaso Florio (sax), Tony Santoruvo, Giuseppe Todisco, Alberto Di Leone, Andrea Depalma (trombe), Antonio Fallacara, Antonio Depalo, Matteo Bavaro (trombone), Saverio D’Errico (tuba), Antonio Simone (piano), Giulio Scianatico (contrabbasso e basso), Andrea Elisei (batteria) e, in alcune composizioni, da Annamaria Carrieri, Alessandro Andriano, Pasqualino Beltempo (voce), Rossano Emili (sax baritono), Gaetano Partipilo (sax alto), Achille Succi (clarinetto basso e sax alto), Giuseppe Todisco (flicorno soprano). 

«Un mese dopo aver preso in mano il mio primo sassofono, chiesi al mio maestro di insegnarmi a comporre. In quel momento lui si fece una grassa risata e, oggi come oggi, me la sarei fatta anche io; tuttavia, quella risata mi fece capire quanto potesse essere ambiziosa la mia aspirazione e quanto a lungo avrei dovuto studiare per raggiungerla», sottolinea Gabriele Mastropasqua. «Mettere in musica il mio vissuto è sempre stato il mio desiderio più grande: immaginate di vivere un sogno, svegliarvi di soprassalto e scrivere su carta delle note per immortalare e non dimenticare mai più quel momento! Questo è quello che mi succede quotidiana mente! Tutti i brani che compongo sono frutto di esperienze personali, forti o frivole che siano, che cerco di trasformare in musica con il desiderio di trasmettere all’ascoltatore anche tutte le mie emozioni. Quando poi, oltre ad una incredibile voglia di suonare hai anche a disposizione le infinite varietà timbriche di una intera orchestra jazz composta da amici di vecchissima data, allora non hai altra scelta che andare in studio di registrazione e concretizzare le tue aspirazioni più grandi», continua il musicista. «Il titolo del disco “Jazzed-up!” è proprio un inno alle tante emozioni che caratterizzano la mia vita da musicista: l’amore del comporre, l’entusiasmo del suonare, la gioia di vivere quella incredibile “botta” di adrenalina che solo il suono di una grande orchestra può regalare». 

«Il fluire torrenziale delle idee di Gabriele e delle sue invenzioni musicali, il suo entusiasmo irrefrenabile per la creazione musicale tiene il passo con la sua inesorabile energia vitale», sottolinea Roberto Spadoni. «È evidente che tutti musicisti coinvolti nel progetto hanno colto in pieno lo spirito che ha animato il lavoro fin dalla sua genesi, e il risultato finale è un disco ben suonato, con idee musicali non banali, a volte piacevolmente naif», è il commento di Rossano Emili. «Gabriele ha fatto un ottimo lavoro con questo disco, dimostrando una gran conoscenza di quel genere di musica che inizia con la J; scrivo solo l'iniziale per motivi di privacy, e anche per non farne crollare le vendite sul nascere», scherza Achille Succi.

Nato a Bisceglie nel 1995, Gabriele Mastropasqua prende in mano il suo primo sass ofono a dodici anni nell’associazione “Gran Concerto Bandistico Città di Giovinazzo” sotto l’ala di Michele Marzella. Presto inizia un percorso formativo professionale nel Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari con Pierpaolo Iacopini. Nel 2015 ha l’opportunità di scoprire il mondo del jazz e, con la guida di Gaetano Partipilo, viene ammesso alla Siena Jazz University dove si laurea nel 2019 in sassofono Jazz grazie agli insegnamenti di grandissimi talenti del calibro di Achille Succi, Dan Kinzelman, Stefano Battaglia, e altri. Contemporaneamente al percorso accademico sulla musica Jazz, continua il percorso classico: nel 2016, per avere l’opportunità di studiare con Rossano Emili, si trasferisce al conservatorio “Antonio Buzzolla” di Adria, e successivamente, per continuità didattica, al conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza. Attualmente sta completando gli studi nel corso di laurea di secondo livello in Composizione Jazz presso il conservatorio â Nicola Sala” di Benevento sotto la guida di Roberto Spadoni. Durante il percorso didattico ottiene visibilità come sassofonista grazie alle collaborazioni con talenti della scena musicale jazzistica nazionale ed internazionale come Maurizio Giammarco, Matt Mitchel, Joe Sanders, Cristina Zavalloni ed altri. Vanta la collaborazione come compositore con varie formazioni orchestrali, fra le tante, la SJU Orchestra nell’evento Chigiana Meets Siena Jazz “Bernstein-Gershwin Sounding Times”. A oggi è attivo in diversi progetti musicali tra cui la storica “Jazz Studio Orchestra”, la street band “Route 99”, il quartetto jazz sperimentale “GaRiMaNto Trio”, e la “Jazzed Up Orchestra” diretta da Roberto Spadoni.
1 - E si aprirono le acque del jazz
2 - 2B done
3 - Fil & Al
4 - Angels
5 - Paul at Starbucks
6 - Barile di follia
7 - Una notte a castel Caetani
8 - Omicidio alla Chigiana

All compositions by
Gabriele Mastropasqua

Roberto Spadoni - conduction, guitar (1,3,6,7)
Max Zaza, Nicola Cozzella, Nicola Simone,
Luigi Acquaro, Tommaso Florio, Gabriele Mastropasqua - saxophones
Tony Santoruvo, Giuseppe Todisco, Alberto Di Leone, Andrea Depalma - trumpets
Antonio Fallacara, Antonio Depalo, Matteo Bavaro - trombone
Saverio D’errico - tuba
Antonio Simone - piano
Giulio Scianatico - double bass, el. bass (2,4)
Andrea Elisei - drums

Soloists:
Annamaria Carrieri, vocals (4,7)
Alessandro Andriano, vocals (4)
Pasqualino Beltempo, vocals (5)
Rossano Emili, baritone sax (1,7)
Gaetano Partipilo, alto sax (2)
Achille Succi, bass clarinet (4,8), alto sax (4)
Giuseppe Todisco, soprano flugelhorn (4)
Gabriele Mastropasqua, baritone sax (4,6)
Antonio Fallacara, trombone (2)
Roberto Spadoni, el. guitar (3)
Antonio Simone, piano (6)
Giulio Scianatico, double bass (6)

PRODUCTION DATA (TIMING-ANNO-NR CAT-BARCODE)
Total time 48:14 STEREO DDD
(p) 2021 DODICILUNE (Italy)
(c) 2021 DODICILUNE (Italy)
www.dodicilune.it
CD DODICILUNE DISCHI Ed513
8033309695136

RECORDING DATA
Produced by Gabriele Mastropasqua and Maurizio Bizzochetti, Gabriele Rampino, Dodicilune, Italy
Label manager Maurizio Bizzochetti (www.dodicilune.it)
Recorded 2, 3 February 2019 by Alessandro Grasso at International Sound, Conversano (Ba), Italy
Mixed 10, 14 September 2019 by Alessandro Grasso at Four Walls Studio, Giovinazzo (Ba), Italy
Mastered 6 November 2019 by Alessandro Grasso at Four Walls Studio, Giovinazzo (Ba), Italy
Cover photo (c) gibleho   Photos by Luigi Mastropasqua
Contact: facebook.com/gabriele.mastropasqua/, gabriele.mastropasqua@hotmail.it

Monday, August 16, 2021

In sogno (Dormiamo la vita): nuovo singolo per la cantante Elga Paoli (Dodicilune)

LA PIANISTA, CANTANTE E COMPOSITRICE ELGA PAOLI TORNA CON “IN SOGNO (DORMIAMO LA VITA)”. IN ATTESA DEL NUOVO PROGETTO DISCOGRAFICO "SETTEMBRE", PRODOTTO DA KOINÈ BY DODICILUNE, IL BRANO ESCE SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI E CON UN VIDEOCLIP SU YOUTUBE

In attesa di "Settembre", terzo progetto discografico in uscita per Koinè by Dodicilune, la pianista, cantante e compositrice Elga Paoli torna con "In sogno (Dormiamo la vita)". Il nuovo singolo, distribuito da martedì 10 agosto su store e piattaforme on line da Believe Digital, è accompagnato da un videoclip disponibile su Youtube realizzato da Ernesto D'Amico. Nel brano, liberamente ispirato e adattato da “Il libro dell'inquietudine" del poeta e scrittore portoghese Fernando Pessoa, Elga Paoli (voce, pianoforte, composizione e arrangiamento) è affiancata da Francesco Puglisi (contrabbasso), Massimo Lamarra (oboe), Umberto Vitiello (voce e pe rcussioni) e Giovanna Famulari (violoncello). L'art work di copertina è di Cesare Maraboschi.

«"Tutte le creature che dormono sono nuovamente bambini", scrive Fernando Pessoa (anzi fa scrivere al suo eteronimo Bernardo Soares) attribuendo allo stato del sonno una sacralità che ci rende tutti innocenti, in quanto viviamo in sogno quindi, inconsapevoli. In questo gioco di specchi tra vita e sogno si snodano meravigliose immagini oniriche, paesaggi tra il biancore del sole nascente di albe di notti insonni, di Lisbona», spiega Elga Paoli. «Ed è  appunto dal tema della relazione tra Vita e Sogno, tanto  caro a Pessoa, che prende forma l'idea di questo brano. Alcune frasi de "Il Libro dell'inquietudine", riecheggiavano già in me "fatte canzone", non ho dovuto far altro che appoggiare l e mani sul pianoforte ed iniziare a cantare. Poi ho coinvolto Umberto Vitiello che con la sua interpretazione e i suoi suoni ha apportato una magia speciale intrise di quella particolare saudade portoghese di cui Pessoa fu forse il maggior testimone letterario», prosegue. «Riagganciandomi anche al mio singolo precedente "Settembre" (che come questo sarà inserito nel prossimo album), direi che forse che la nostalgia verso la vita, nelle sue varie sfaccettature  in fondo è il Tema principale di tutto il Progetto tuttavia, io sento nella scrittura di Pessoa, nonostante tratti spesso del dolore del disadattamento dell anima e di una irrisolvibile inquietudine, qualcosa di solare, come una incontenibile spinta verso il vivere. "Non oso guardare le cose. Come continua questo sogno?", si chiede il poeta ne "Il Marinaio". E ce lo chiediamo anche noi. Nel brano ho voluto mantenere un'esposizione piuttosto rarefatta degli strumenti per rendere meglio il senso  di "sospensione ", usandol i un po come colori, come sprazzi di suono, cercando di seguire  anche  il senso del testo, inserendo oltre oltre al piano, al contrabbasso e alle percussioni anche violoncello ed oboe che si alternano e si fondono con delle linee, intorno al tema».

Elga Paoli è una cantautrice "anomala", un’artista dal percorso variegato e curioso. Inizia giovanissima ottenendo un contratto con la storica etichetta Rca. Si esibisce a teatro con Pandemonium e Gigi Proietti e, a soli vent’anni, approda al festival di Sanremo. Incide un disco mai uscito in cui si avvale della collaborazione di Roberto Gatto, Maurizio Gianmarco, Danilo Rea. Nel 1994 esce “Colpi di gonna” (Ala Bianca/CGD) dal quale Vincenzo Mollica seleziona “Ultimo ballo” come sigla della trasmissione Prisma in onda su Rai1. Nel corso della su a carriera si è esibita due volte al Premio Tenco, al Festival di Recanati, al Montreux Jazz Festival (come tastierista e vocalist nel gruppo di Tony Esposito), Controcanto e in numerosi locali italiani e internazionali incrociando la propria strada, tra gli altri, con Enrico Pierannunzi, John Taylor, Kenny Werner (in occasione dello stage a Siena Jazz), Stefano Battaglia. Figlia d'arte, il padre pianista e la madre cantante, diplomata in Piano jazz alla “Saint Louis College of music” e al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, ha nel cuore la musica di Coltrane, Baker, Evans, Jarrett. Dal 2010 avvia una collaborazione con l’etichetta pugliese Dodicilune con la quale produce due cd di inediti "Profumo di jazz" (2010) e “Il Lato Vulnerabile” (2016) e propone “You don’t know what love is”, brano eseguito in duetto con il sassof onista Gian Piero Lo Piccolo, inserito in “Hunger and love”, doppio cd tributo per i cento anni dalla nascita di Billie Holiday (2015). Nel novembre 2020 è uscito il singolo "Settembre", tempo della riflessione e del ritorno, del ritorno a stessi, ma anche una metafora.

Thursday, July 22, 2021

Massaria / Barbini / Fabris - Atelier (July 2021 Dodicilune / Ird)

Frutto di un lavoro di ricerca consolidato in più di due anni, con un linguaggio che trova le sue radici nell'improvvisazione ma che sconfina nella semiotica, nella psicologia della percezione e nell’estetica, “Atelier” è il primo album del trio formato dai chitarristi Andrea Massaria e Davide Barbini e dal batterista e percussionista Andrea Fabris. Prodotto da Dodicilune, da martedì 20 luglio il disco è distribuito in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store on line da Believe. Il titolo del disco prende s punto dal mondo delle arti figurative, richiamando l’ambiente di collaborazione, ricerca e studio proprio degli “Atelier”. I tre musicisti e compositori si astengono dall’etichettare la loro musica, in quanto vogliono sentirsi liberi di entrare in comunicazione con chiunque si accosti a questo mondo sonoro all’apparenza ermetico e distopico. Le otto composizioni originali (“Atlanta”, “Realgar”, “Orpelli”, “Cu2  (Co3) (Oh2)”, “Gallipot”, “Clara”, “Barras” e “Diluvi”), infatti, si distaccano dalle forme di narrazione più istintive e tradizionali creando una realtà alternativa nella quale viene decostruita la storia della musica e riassemblata al di fuori delle trame del tempo e dello spazio.

Classe 1965, il chitarrista e compositore triestino Andrea Massaria inizia a studiare chitarra classica a undici anni sotto la guida dei maestri Guido Percacci e Pierluigi Corona. Dopo aver svolto un'intensa attività come chitarrista classico, dal 1990 si dedica al jazz, alla musica contemporanea, alla sperimentazione e soprattutto all'improvvisazione creativa attingendo da una vasta gamma di influenze, spaziando dal free jazz al soundwork materico, dal noise alla classica contemporanea. Sono tanti gli insegnanti italiani e americani con cui ha studiato, in stili molto diversi, come Joe Pass, Kenny Burrell, Mike Stern, Bruce Forman, Stefano Battaglia, Sandro Gibellini, Alessio Menconi, Pietro Condorelli, Rory Stuart, Mark Elf. Nel 1997 ha vinto uno dei più importanti concorsi europei per chitarristi jazz, quello di Monteroduni (IS) intitolato ad Eddie Lang. Partecipa e vince numerosi concorsi italiani. È stato più volte votato tra i migliori chitarristi italiani nelle migliori classifiche jazz sulle riviste di musica jazz italiane. Dal 1998 è s tato in tournée con i suoi gruppi e come session-man in Europa (Austria, Germania, Francia, Slovenia, Croazia, Svizzera, Olanda) in importanti festival. Ha guidato diversi gruppi nel corso degli anni e ha registrato oltre 20 dischi come leader o co-leader per diverse etichette, in particolare Artesuono, Leo Records, Setola di maiale, Amirani. Ha realizzato diverse trasmissioni radiofoniche per la RAI, Radio Capodistria, Radio Nazionale Canadese, Radio France, numerosi privati italiani e stazioni radiofoniche europee. Svolge un'intensa attività didattica tenendo seminari e laboratori in tutta Italia. Svolge un'intensa attività concertistica in Italia e all'estero sia come leader e come ospite in vari gruppi. Ha collaborato e collabora tutt'ora con numerosi musicisti tra cui Butch Morris, Evan Parker, Paul Lytton, Barre Phillips, Oliver Lake, Rob Mazurek, Sylvie Courvoiseur, Tom Rainey, Bruce Ditmas, Mat Maneri, Clementine Gasser, Angelica Castelo, Giancarlo Schiaffini, Howard Curt is, Katja Cruz, Giovanni Maier, Danilo Gallo, Michele Rabbia, Pasquale Mirra, Walter Prati, Cristiano Calcagnile, Stefano Battaglia, Ernie Adams, Dee Alexander, Giovanni Mancuso, Massimiliano Furia, Ettore Fioravanti, Paolo Birro, Rosario Bonaccorso, Zeno DeRossi, Achille Succi, Olivier Manoury, Silvia Bolognesi, Ernest Dawkins, Arrigo Cappelletti, Dado Moroni, Bruno Marini, Flavio Boltro, Francesco Bearzatti, Alessandro Fedrigo, Stefano Senni, Ferdinando Farao', Mauro Negri, Gianni Basso, Robert Bonisolo, Kyle Gregory, Lee Brown, Jack McDuff, Bobby Durham, Glauco Venier, Slatko Kaucic, Dario Deidda, Aldo Zunino, Mark Abrams, Emanuele Cisi, Daniele D'Agaro e molti altri. Insegna chitarra jazz al Conservatorio di Musica Benedetto Marcello di Venezia. 

Davide Barbini ha frequentato il conservatorio Benedetto Marcello nella classe di Andrea Massaria, dove i due hanno incrociato i loro p ercorsi artistici. Barbini ha frequentato vari seminari e masterclass con Bruce Ditmas, Marc Ducret, Terry Riley. È stato selezionato dalla fondazione Cini per “Istantanee”, partecipando a seminari con Evan Parker, Giancarlo Schiaffini e altri improvvisatori. Specializzatosi nell'improvvisazione libera ma sentendosi imprigionato dalle limitazioni delle accademie, lascia il conservatorio e si dedica allo sviluppo dei linguaggi contemporanei.

Andrea Fabris è un batterista e compositore nato a Venezia nel 1996. Ha iniziato a studiare batteria all'età di 10 anni. All'età di 18 anni si trasferisce a Milano per frequentare il CPM Music Institute, dove ha studiato con alcuni dei più importanti batteristi italiani come Giovanni Giorgi, Roberto Gualdi, Flaviano Cuffari e altri. Ha frequentato clinic e seminari italiani come il “Berklee at Umbria jazz”, nel 2017, e “Nuoro Jazz” , nel 2018. Dal 2018 fa parte dell'ensemble “Forme Sonore”, guidata da Roberto Dani, un percorso sulla natura di “forma” nella composizione e nella libera improvvisazione. Nel 2019 l'ensemble diventa un gruppo di ricerca permanente ancora oggi attivo. Dal 2019 partecipa ad un workshop condotto dal compositore italiano Giovanni Mancuso sulla musica di Terry Riley, suonando per lo stesso Riley al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Negli anni ha maturato un interesse per il Jazz, la musica contemporanea e per la creatività e l’improvvisazione, suonando con qualsiasi tipo di ensemble, in particolare con le formazioni “trio”. Attualmente segue i corsi di jazz presso il Conservatorio “Francesco Venezze” di Rovigo, sotto la guida di Stefano Paolini. Andrea ha approfondito i suoi studi frequentando masterclass e seminari di alto livello con Lewis Nash, Yoron Israel, Mark Guiliana, Larnell Lewis, Roberto Dani, Andrea Centazzo, Stefano Bagnoli, Davide Ragazzoni, L eo Di Angilla, Marc Ducret, Peter Bernstein, Giovanni Mancuso, Flavio Virzì, Andrea Massari. Attualmente vive a Bologna.

• 1 - Atlanta
• 2 - Realgar
• 3 - Orpelli
• 4 - Cu2  (Co3) (Oh2) 
• 5 - Gallipot
• 6 - Clara
• 7 - Barras
• 8 - Diluvi

Composizioni di Andrea Massaria, Davide Barbini, Andrea Fabris

Lineup
• Andrea Massaria - chitarra elettrica, effetti
• Davide Barbini - chitarra elettrica, effetti
• Andrea Fabris - batteria, percussioni

Friday, June 18, 2021

Dal 18 giugno: Santuario di Javier Girotto e Vince Abbracciante (Dodicilune / Ird)

JAVIER GIROTTO - VINCE ABBRACCIANTE
SANTUARIO
DODICILUNE / IRD
Prodotto da Dodicilune, distribuito in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store on line da Believe, venerdì 18 giugno esce “Santuario”, primo progetto discografico del duo composto da Javier Girotto e Vince Abbracciante. Il disco propone undici composizioni originali del saxofonista argentino (“Santuario degli animali”, “Fugorona”, “Trama della Natura”, “2 de Abril”, “Aramboty”) e del fisarmonicista pugliese (“Ninar”, “En Mi”, “Fuga a Sud”, “Pango”, “Impressioni di Puglia” e “Soprano”) e la rilettura de “L'ultima chance” di Luis Bacalov, tema principale della colonna sonora dell’omonimo film di Maurizio Lucidi.

Non è certo la prima volta che il jazz e le tradizioni argentine s’innamorano fino a finire in un abbraccio vigoroso, simile a un tango impetuoso e improvviso. Non è neanche la prima volta che la fisarmonica, strumento popolare (se si può dire) che porta nel suo corpo l’eco di un misto di tutti i folclori del mondo, s’imbaldanzisce per uscire con delizia dal suo universo tradizionale. Ma Abbracciante e Girotto (che alterna sax soprano e bariton e il flauto delle Ande), lirici e molto melodici, cercando sempre conversazioni intimiste con i loro strumenti, hanno la sensibilità e il talento di alzare questo esercizio di “stile” al più alto grado di compimento estetico e di poesia sentimentale. Insieme dal 2015, i due artisti propongono una musica originale, regalando “nuovi ponti tra il jazz, il folclore, il tango”, improvvisazione libera e scrittura neoclassica con stralci malinconici e passionali, raffinatezza espressiva del loro universo musicale che si rivolge tanto all’anima quanto al pensiero introspettivo. 

Il disco sarà presentato ufficialmente venerdì 18 giugno (ore 22 - info e prenotazioni www.altrabucco.it) al Trabucco da Mimì di Peschici, in provincia di Foggia.
Classe 1965, Javier Girotto nasce a Cordoba e ha la banda nel cuore grazie alla passione tramandata dal nonno materno. Inizia suonando il rullante, il clarinetto piccolo fino ad app rodare al sax e, dopo pochi anni al jazz, anche grazie a una borsa di studio del Berklee College of Music. Dopo l’esperienza negli Stati Uniti, dove segue le lezioni di Joseph Viola, George Garzone, Hall Crook e Jerry Bergonzi e impara “il mestiere”, suonando con Danilo Perez, George Garzone, Hall Crook, Bob Moses, Herb Pomeroy e tanti altri musicisti, a 25 anni arriva in Italia sulle tracce della sua famiglia di origini pugliesi. Tantissime le sue esperienze e le sue collaborazioni. Il suo progetto più longevo è sicuramente Aires Tango con Alessandro Gwis al pianoforte, Marco Siniscalco al basso e Michele Rabbia alla batteria e percussioni. Ha suonato e suona nei più importanti festival, teatri, rassegne e club in Italia e in giro per il mondo collaborando, tra gli altri, con Ralph Towner, Bob Mintzer, Randy Brecker, Paul Mc Candles, Paolo Fresu, Bob Moses, Danilo Rea, Michel Godard, Gianluigi Trovesi, Rita Marcotulli, Roberto Gatto, Nada, Stefano Bollani, Fabrizio Bosso, Enrico Rava, Nicola Piovani, Samuele Bersani e molti altri.
Classe 1983, originario di Ostuni, Vince Abbracciante, a otto anni intraprende gli studi musicali con il padre Franco. Diplomato in musica jazz al Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli sotto la guida di Gianni Lenoci e laureato in fisarmonica classica con lode e menzione speciale al Conservatorio Egidio Romualdo Duni di Matera con Gian Vito Tannoia, ha frequentato master class, seminari, corsi. Si è esibito in festival e jazz club in tutto il mondo suonando con numerosi musicisti (Juini Booth, John Medeski, Richard Galliano, Marc Ribot, Javier Girotto, Gabriele Mirabassi, Flavio Boltro, Fabrizio Bosso, Peppe Servillo, Lucio Dalla, Ornella Vanoni, Heidi Vogel). Nel 2006 si avvicina anche alle tastiere vintage. Nel 2009 progetta insieme a Carlo Borsini un nuovo sistema per il cambio dei registri della fisarmonica, che perm ette di ampliare la gamma sonora del suo strumento. Ha scritto colonne sonore per i film del regista Gianni Torres e ha pubblicato vari cd con The Bumps (trio completato da Davide Penta e Antonio Di Lorenzo) e con Paola Arnesano (Tango!, 2012 e MPB, 2017). Dopo “Introducing”, nel quale è affiancato dal leggendario bassista newyorkese Juini Booth (2012, Bumps Records) ha pubblicato per l’etichetta Dodicilune i due cd “Sincretico” (2017) e “Terranima” feat. Gabriele Mirabassi (2019). Nella sua carriera ha conquistato numerosi premi nazionali e internazionali. Dal 2000 è testimonial delle fisarmoniche Borsini di Castelfidardo. Dal 2017 il calco della sua mano destra viene conservato presso il “Museo Internazionale delle Impronte dei Fisarmonicisti” di Recoaro Terme (VI). Nel 2021 ha vinto (ex aequo con Simone Zanchini) l'Orpheus Award nella categoria jazz. 
1 - Santuario degli animali
2 - Fugorona
3 - Ninar
4 - Trama della Natura
5 - En Mi
6 - 2 de Abril
7 - Fuga a Sud
8 - Pango
9 - Aramboty
10 - Impressioni di Puglia
11 - Soprano
12 - L'ultima chance

Le composizioni sono di Javier Girotto (1, 2, 4, 6, 9 - JP Records); Vince Abbracciante ( 3, 5, 7, 8, 10, 11 - Dodicilune edizioni except 3 Art Communications; 5, 8 Musicomania); Luis Bacalov (12).

Javier Girotto - soprano/baritone saxophone, quena flute
Vince Abbracciante - accordion

Produced by Maurizio Bizzochetti, Gabriele Rampino, Dodicilune, Italy
Label manager Maurizio Bizzochetti (www.dodicilune.it)
Recorded 9, 10 Ottobre 2020 at Studio Sorriso, Bari, Italy
Mixed and mastered December 2020 at Studio Sorriso, Bari, Italy
Sound engineer Tommy Cavalieri
Cover photo (c) Muhd Fuad Abd Rahim