lunes, 7 de noviembre de 2016

Roberto Spadoni New Project Jazz Orchestra - Travel Music (ALFA MUSIC 2016)



La sua strada di musicista e di compositore Roberto Spadoni la percorre libera da condizionamenti stilistici in questo polittico di emozioni  che colpisce lentamente, suonato al meglio in un clima di session nella quale vive una tensione tutta personale, sempre in bilico fra esperienze e tendenze diverse, forte di un respiro intellettuale intenso, mai riverso su modi abusati e, jazzisticamente parlando, “borghesi”.

“Travel Music” è una storia vera nata fra le magie dei Maestri e dai Maestri lontana quanto serve per narrare note proprie, europee quanto newyorkesi, senza astuzie d’immagini d’incanti fatali ; note saldamente legate ad obiettivi originali che intendono innovare senza “tirar fuori gli artigli” a tutti i costi, come testimoniano le piacevoli aperture dei soli e gli arrangiamenti in ottimo Bop, elegantemente disegnati in speziature ampie quanto naturali, amalgamando con prontezza tecnica e finezza armonica ogni diverso stato dell’Arte jazzistica, dal frammento lirico nebuloso e crepuscolare (“L’Italia dal finestrino”) al flusso poliedrico (“Travel Music”), dall’espressività delle Blue Notes coltraniane e davisiane (“Ce la posso fare”) alla complessa vivacità compositiva (“Dolls”) che, immaginifica e fiammante, suona improvvisa nelle voci solistiche del fantasmagorico Deus ex Machina Giovanni Falzone alla tromba e Stefano Menato al sax alto.

Mai concettuale e astratto è il ruolo da Voce Narrante che il nostro chitarrista concepisce in un album in fondo privo delle incertezze del Viaggio cui il titolo allude, del resto concluso con “La pensione degli artisti” che, a parte il rimando ideologico circa l’indifferenza politica verso il problema, allude ad “una piccola pensione che si trova nella parte più antica e forse metafisica di Ferrara, nei vicoli del Ghetto ebraico” dov’è apparso il tema che vibra di Blues e Hard Bop, traslando l’ironia della metrica degli “autunni melanconici pieni di addii” di Corrado Govoni e la sublime (in)differenza dell’intimismo di Guido Gozzano nel serissimo divertissement introspettivo  della personalità orchestrale di Gil Evans.

Ecco, come la New Project Jazz Orchestra mostra e dimostra,  suonare è azione di autoscoperta, e dunque di Viaggio, perché ogni musicista suona ciò che è, ciò che vede e, ancor più, ciò che sogna.
Fabrizio Ciccarelli



Stefano Menato alto sax & clarinet Giuliana Beberi ,alto sax Fiorenzo Zeni
tenor sax & soprano sax Renzo De Rossi ,Giorgio Beberi baritone sax

Trumpet & Flugelhorn Giovanni Falzone trumpet Paolo Trettel, Christian Stanchina, Alessio Tasin,
Emiliano Tamanini

Trombones  Luigi Grata, Hannes Mock, Fabrizio Carlin, Glauco Benedetti Tuba

Roberto Spadoni guitar Roberto Cipelli piano, Stefano Colpi double bass,Mauro Beggio drums

Produced by Roberto Spadoni & Associazione Culturale New Project for AlfaMusic Label&Publishing
Production coordinator: Fabrizio Salvatore
Sound engineer: Alessandro Guardia

1 Ce La Posso Fare 8.14
2 L’Italia dal Finestrino 10.54
3 Travel Music 11.45
4 La Vita, in Fondo, è un Rincorrere Emozioni da Ricordare 19.44
5 Dolls 6.09
6 La Pensione degli Artisti 8.05

Total Time 65.09