Showing posts with label Achille Succi. Show all posts
Showing posts with label Achille Succi. Show all posts

Tuesday, May 25, 2021

Loris Leo Lari - La Luce di Algeri (May 25, 2021 Dodicilune / Ird)

Prodotto dall’etichetta pugliese Dodicilune, distribuito in Italia e all’estero da IRD e nei migliori store on line da Believe Digital, martedì 25 maggio esce “La luce di Algeri” del contrabbassista e compositore Loris Leo Lari. Il disco propone sette composizioni originali del musicista lombardo e la rilettura di “A thousand kisses deep” di Leonard Cohen e Sharon Robinson, eseguite con Stefano Bruni (chitarra elettrica), Francesco Orio (piano) e Davide Bussoleni (batteria) con la partecipazione in quattro brani di Achille Succi (sax alto e clarinetto basso). 

L’affiatato quartetto guidato da Lari, attivo sin dal 2019 e composto da compagni di studi al Conservatorio Giuseppe Nicolini di Piacenza, si è esibito in alcuni festival e ha conquisto il bando “EsplorAzioni” di MIDJ in collaborazione con I-Jazz. “La luce di Algeri” è uno sfondo luminoso di colori musicali, che si mischiano tra loro come in un quadro espressionista. È la luce calda del primo mattino che penetra da una finestra di un hotel algerino, portando con sé i melismi dei muezzin ed allo stesso tempo è la luce fredda di un paesaggio baltico, cullato dal vento. È l’energia vitale di una musica sempre viva ed inclusiva, che alimenta sé stessa con il viaggio.

Il disco si apre con “Leah”, un brano in 6/8 scritto dopo un viaggio a Dublino con un tema che contiene luci e ombre di un popolo forte e amante della vita e lontane evocazioni di melodie irlandesi; il titolo del secondo brano “La folie de l’hirondelle” allude alle impegnative giornate di spostamenti via cielo che il musicista spesso è costretto ad affrontare. La composizione nasce dopo un viaggio al Cairo in Egitto, dove Lari incontra musicisti tradizionali e apprezza il sistema musicale arabo maqam. La parte centrale del brano richiama queste atmosfere con un’improvvisazione collettiva, dove si inserisce magistralmente il clarinetto basso di Achille Succi. La ballad, pacata ma tragica, “The killing of a sacred deer” è ispirata dal mito greco di Ifigenia, figlia primogenita di Agamennone, che viene sacrificata dal padre per calmare le ire della dea Artemide dopo l’uccisione di un suo cervo sacro, e permettere la partenza della flotta greca verso Troia. “Avventurosa”, brano latino introdotto da un vamp di contrabbasso che lo guida attraverso diversi episodi sonori, racconta il carattere avventuroso della vita del musicista. “La sindrome di Ulisse”, ballad in 6/8 suonata da Francesco Orio in piano solo, è il nome di una patologia che negli ultimi anni colpisce una grande percentuale di migranti nel nostro Paese, così come in Spagna e Francia. 
«Alla base di un’emigrazione vi è quasi sempre l’insoddisfazione per le condizioni e le opportunità offerte dal paese natio, unitamente alla speranza di trovare una vita migliore», sottolinea Lari. «Tuttavia, una volta arrivati nel paese ospitante molti stranieri sono costretti ad affrontare situazioni di disagio e svantaggio sociale, terrore del fallimento, sfruttamenti di varia natura, disillusione, solitudine, paura, oltre all’ansia di essere arrestati nel caso di immigrazione irregolare. Un quadro di questo tipo può mettere a dura prova le risorse psicologiche dello straniero». “Wendigo” nasce  dopo un viaggio in Algeria, dove «ho avuto la fortuna di poter ascoltare musica tradizionale suonata da musicisti locali», racconta il compositore e musicista. «Il Wendigo è una figura demoniaca della mitologia dei Nativi Americani Algonchini, stanziati lungo la costa orientale e la regione dei Grandi Laghi tra gli attuali Stati Uniti d'America e il Canada. Si tratta di uno spirito che può assumere sia caratteristiche prettamente umane che quelle di un mostro umanoide, trasformatosi da quella che una volta era una persona normale che aveva praticato il cannibalismo». 

Il brano è introdotto da un vamp di contrabbasso in 7/4 che lo conduce attraverso un climax ascendente che tocca anche elementi di rock alternativo. Il disco propone poi “A thousand kisses deep”, arrangiamento di un famoso brano di Leonard Cohen, contenuto nel suo disco “Ten new songs” del 2001, scritto e prodotto insieme a Sharon Robinson, dopo un suo lungo ritiro in un monastero zen. Il carattere riflessivo del brano è sottolineato dal suono profondo del clarinetto basso di Succi». “La luce di Algeri” si chiude con “Orizzonti”, brano in stile latino dal carattere nostalgico.

Classe 1991, Loris Leo Lari si è diplomato in basso elettrico al Conservatorio “Lucio Campiani” di Mantova e in contrabbasso jazz al conservatorio “Giuseppe Nicolini” di Piacenza, ottenendo la lode. Negli anni si è perfezionato studiando con Salvatore Maiore, Paolino dalla Porta, Furio di Castri, Tito Mangialajo Rantzner e ha partecipato a molte masterclass internazionali come Siena Jazz, Nuoro Jazz, Aix en Provence dove ha potuto studiare con molti musicisti affermati come Dave Holland, MattPennman, Harish Raghavan. Si è esibito in festival nazionali e internazionali tra cui Aix en Provence festival, Jardim du Verao in Lisbon, Heidelberg Fruhling Festival, Dima jazz (Algeria), Nuoro jazz, Mantova Jazz, Monteverdi Festival, Jazz on the Road Festival, Modena jazz, Crema Jazz, Piacenza Jazz oltre a suonare al Cairo, Germania e Francia. Dal 2014 svolge attività di concertista nella Piccola Orchestra Nuvolari di Mantova, diretta dal Maestro Mario Milani, con la quale si è esibito negli anni in molti teatri e auditorium italiani e internazionali. Nel 2015 viene selezionato da Paolo Fresu per far parte dell’Orchestra dei Giovani del Mediterraneo (OJM). Dal 2017 al 2019 è stato scelto come contrabbassista nella band di Ornella Vanoni, con la quale si è esibito in tour nei più bei teatri e auditorium d’Italia.
Nell’ottobre del 2018 con questa formazione tiene un concerto al New Morning Club di Parigi con il trombettista Paolo Fresu, replicato a Gonzaga e a L’Aquila nel 2019. Nel 2018 suona nell’orchestra della trasmissione “X Factor 12’’ al teatro Ciak di Milano e al Mediolanum Forum di Assago per la finale, suonando a fianco di ospiti come Marco Mengoni e condividendo lo stesso palco con artisti come Muse e Tom Walker. È impegnato nel progetto "Cairo Jazz Station" che miscela la musica occidentale alle sonorità egiziane e turche. Suona in diverse formazioni tra cui “3AlBot Jazz Quartet”, “Travel Companions”, “John Bramley Trio”, “Lush life quartet”, “Roberto Cipelli flatiron trio”. Tra le collaborazioni troviamo Paolo Fresu, Emilio Soana, Roberto Cipelli, Bebo Ferra, Gabrio Taglietti, Achille Succi, Guido Bombardieri, Pino Jodice, Fulvio Sigurtà, Joao Barradas, Stefano Pisetta, Tony Bungaro. Attualmente vanta diverse partecipazioni discografiche come “Lush Life” (Lush Life quartet), ‘’Piccola Orchestra Nuvolari”, “Altrove, domani” (Fabio Paciucci), “Dognado” (3AlBot Jazz Quartet), “Travel Companions”, “Atlante” (con Fabio Turchetti).

Il cremonese Francesco Orio, classe 1988, è un pianista, compositore, produttore e didatta. Laureato in Biotecnologie Industriali all’Università degli Studi di Pavia, si è diplomato in Pianoforte Jazz al Conservatorio “Giuseppe Nicolini”di Piacenza. Ha cinque dischi all’attivo di cui tre come leader: “OS” (2020), “Slippery” (Oriri, 2018), “Causality Chance Need” (NAU, 2016), “Almanacchi” (Ultrasound, 2015), “12Points” (2017). Nel corso degli anni ha conquisto numerosi premi nazionali e internazionali.

Chitarrista milanese, Stefano Bruni si diploma in teoria e solfeggio al Conservatorio Franco Vittadini di Pavia nel 2013. Nel 2017 si diploma in chitarra Jazz presso la Scuola Civica Jazz di Milano sotto la guida del Maestro Riccardo Bianchi. Al Conservatorio Francesco Nicolini di Piacenza approfondisce lo studio dello strumento con il Maestro Roberto Cecchetto. All’attività didattica in scuole dell’interland milanese affianca  i live con diverse formazioni jazz e pop-rock: il quartetto del sassofonista Massimo Maltese, il progetto I Nastri e l’Ice Cream Men Jazz Band.
Davide Bussoleni, laureato in batteria Jazz presso il conservatorio Giuseppe Nicolini di Piacenza, riceve diverse borse di studio certificate. Partecipa ai seminari di Dave Weckl, Brian Blade,Kendrick Scott, Jeff Ballard, Mark Guiliana, Albert Tootie Heat, Mickey Roker, Roberto Gatto, Danilo Perez, John Patitucci e molti altri. Con il gruppo 3AlBot Jazz Quartet coltiva svariate esperienze in Italia, Belgio, Olanda, New York fino alla realizzazione del primo disco intitolato A Dog's Life. Finalista e vincitore di diversi concorsi/bandi, si esibisce in numerosi festival e partecipa a tante produzioni discografiche con varie formazioni. 

Nato a Modena nel 1971, Achille Succi è uno dei talenti più interessanti nel panorama dei musicisti italiani emergenti. Autodidatta, ha studiato tra l'altro al "Berklee College" di Boston e a "Siena Jazz", dove oggi è docente. Saxofonista, clarinettista e compositore è stato recentemente recensito da Bill Shoemaker nel “giornale della Musica” come uno dei musicisti Europei da seguire nei prossimi 10 anni mentre il giornalista Mario Gamba lo descrive come un genio del Jazz Italiano. Fra i molti artisti italiani e stranieri con cui ha collaborato ci sono Uri Caine, Ralph Alessi, Silvie Courvoisier, Steve Swell, Louis Sclavis, Ernst Reijseger, Pierre Dorge, David Liebman, Franco DʼAndrea, Giorgio Gaslini, Ettore Fioravanti, Simone Guiducci e Giancarlo Tossani; con molti di questi ha anche preso parte alla realizzazione di numerose incisioni discografiche.

L’etichetta Dodicilune, fondata da Gabriele Rampino e Maurizio Bizzochetti è attiva dal 1996 e dispone di un catalogo di quasi 300 produzioni di artisti italiani e stranieri. Distribuiti nei negozi in Italia e all'estero da IRD, i dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online, ascoltati e scaricati sulle maggiori piattaforme del mondo grazie a Believe Digital.

Thursday, August 30, 2018

Simone Di Benedetto - Red&Blue (September 17, 2018)


Simone Di Benedetto, classe 1989, is a double bass palare and composer. He specialized in free jazz and avant garde music, working with musicians, actors, dancers and composing music. He is researching over the possibilities of writing for improvisors.


Achille Succi, sax&cl
Giulio Stermieri, pn
Andrea Burani, dr

All composition by Simone Di Benedetto except Vashkar by Carla Bley

1. Fiordi 06:00
2. The Big Wuedra in the Sky 06:47
3. Just say it 07:38
4. Bei Denti, Sto Demone 07:49
5. Ballata Scandinava 05:43
6. Red&Blue 05:40
7. Vashkar 07:20
8. Homage a Haydn 07:02
9. Shardik 07:03

Tuesday, August 7, 2018

Roberto Bartoli - Landscapes (DODICILUNE / IRD 2018)



Prodotto dall'etichetta pugliese Dodicilune, mercoledì 18 luglio esce - distribuito in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store online da Believe Digital - "Landscapes" di Roberto Bartoli. Affiancato da Achille Succi (clarinetto basso), Stefano Bedetti (sax tenore), Daniele Santimone (chitarra classica e acustica) e Stefano Nanni (piano), il contrabbassista propone dodici brani originali e le cover di "Je me suis fait tout petit (all’amore)" di Georges Brassens e di due pezzi di Charlie Haden, "Our Spanish Love Song" e "Spiritual".


“Durante il mio percorso artistico ho sempre avvertito l'esigenza di scrivere la mia musica: la composizione mi ha aperto spazi, visioni, possibilità espressive rare e talvolta si è rivelata decisamente terapeutica", sottolinea Bartoli. "È risultato dunque naturale per me, forse inevitabile, avviare questo progetto discografico che mi vede coinvolto principalmente in veste di autore. Si tratta di un lavoro autobiografico, una raccolta di appunti e composizioni che coprono un arco temporale piuttosto lungo: schizzi diversi e distanti tra loro, ma volutamente accostati, perché ciascuno di essi rappresenta un tassello importante che concorre alla visione complessiva del luogo e del tempo in cui vivo. Landscapes sono paesaggi dell'anima: per descriverli ho scelto una musica dal respiro meditativo ed introspettivo in cui la melodia, con la sua capacità di evocare e rendere intelligibile l’esperienza personale, svolge un ruolo primario, ed in cui  l'improvvisazione riesce a fondersi alla scrittura melodica senza mai prevaricarla", prosegue. "L'intento è quello di sfrondare la musica dal superfluo, per avvicinarmi ad un’idea di essenzialità in cui sempre più mi riconosco".

Roberto Bartoli ha partecipato a festival internazionali in Italia, Francia, Svizzera, Austria, Germania, Belgio, Spagna, Portogallo, Slovenia, Croazia, Russia, Bulgaria, Libano, Tunisia, Etiopia. Ha collaborato a numerose registrazioni  per diverse etichette discografiche, tra cui YVP Music, Splash’ Records, Philology, Stella Nera, El Gallo Rojo, Dodici Lune, Limen Music. Molte sue composizioni sono state trasmesse nelle programmazioni di RAI-Radio3, come pure una sua partecipazione ai Concerti del Quirinale a Roma. Nel marzo 2013 si è esibito al Teatro alla Scala di Milano, presentando tra l’altro alcune sue composizioni dedicate a Bela Bartòk. Ha tenuto una lezione sulla improvvisazione al Conservatorio di musica di Addis Abeba. È docente di contrabbasso e didattica d’insieme presso la Nuova Scuola Comunale di Musica di Imola, dove dirige anche l’orchestra degli allievi.

Stefano Bedetti è un musicista autodidatta che ha iniziato a suonare sax tenore all'età di 14 anni, ed ha poi scoperto il jazz ascoltando i dischi di Charlie Parker. Giulio Capiozzo (famoso batterista italiano, co-fondatore del noto gruppo Area) è stato il primo a notare il suo talento e invitare Stefano nel suo gruppo. A partire dal 1995 Stefano ha suonato con il famoso gruppo europeo Jestofunk, ha fatto un giro con loro tutto il mondo per dieci anni e ha partecipato a numerosi festival jazz. Stefano giocato su tre notevoli dischi del gruppo. Nel 2004 si è unito al Marco Tamburini Quintet con Billy Hart alla batteria e Cameron Brown al basso.

Stefano ha formato il suo quartetto nel 2005 e ha pubblicato il suo primo disco come leader nel 2007: il lato positivo della Luna. Stefano si è dimostrato non solo come un musicista di classe mondiale, ma anche come compositore di talento. Il record goduto di ottime recensioni da parte della critica, Jazz Awards italiani hanno votato il miglior disco di jazz dell'anno. Nel corso della sua carriera ha suonato con un sacco di musicisti ben noti tra cui Billy Hart, Ed Howard, Victor Lewis, George Cables, Jimmy Howens, George Garzone, Dave Stryker, Billy Drummond, Tony Scott, Barry Altschul, Gianni Basso, Roberto Gatto, Marco Tamburini, Giulio Capiozzo, Antonio Farao, Dado Moroni, Fabrizio Bosso e molti altri. A partire dal 2009 Stefano si esibisce con il suo trio con Bill Hart / Victor Lewis e Ed Howard.


Daniele Santimone, studia in Italia con Riccardo "Stuli" Manzoli ed Antonio Cavicchi. Nei primi anni novanta ha inizio l'attività concertistica che lo porta ad esibirsi con artisti del calibro di Ares Tavolazzi, Marco Tamburini coi quali tuttora collabora. Nel 1995 entra a far parte del gruppo Back to the Future diretto da Giulio Capiozzo. Dal 1997 al 1999 risiede a Boston per seguire i prestigiosi corsi del Berklee College of Music dove studia con, tra gli altri, Mick Goodrick, Jim Kelly, Jon Damian e George Garzone e si specializza in arrangiamento, composizione e performance laureandosi in Professional Music. 

Partecipa inoltre a seminari tenuti da John Basile, Bruce Forman, Wayne Krantz, Peter Bernstein, Esterhàzy String Quartet, Christian McBride, Mulgrew Miller , Pat Metheny e Paolo Fresu. Insegna chitarra, musica d’insieme e teoria presso diverse associazioni e istituti tra cui la Scuola Comunale di Musica "G. Sarti" di Faenza. Nel 2007 viene chiamato a far parte del corpo docenti presso il Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara in qualità di assistente per i corsi Jazz triennali di I Livello. Opera inoltre come traduttore e collaboratore per i seminari di artisti quali John Abercrombie, Scott Henderson, Ralph Alessi, Roberto Gatto, Matt Garrison e Stefano Battaglia. Dal 2011 è docente dei corsi triennali di I livello di chitarra jazz presso il Conservatorio “C. Pollini” di Padova.


Lungo il percorso ha incontrato e suonato con musicisti e gruppi della più diversa estrazione: Roberto Gatto, Matthew Garrison, Jesse Davis, Dario Deidda, Massimo Manzi, Stefano Bollani, Fabrizio Bosso, Stefano Di Battista, Rosario Bonaccorso, Daniele Scannapieco, Luca Mannutza, Giovanni Amato, Lorenzo Tucci, Michael Baker, Ivano Borgazzi, Claudio Fasoli, Robert Bonisolo, Carlo Atti, Roberto Rossi, Tom Kirkpatrick Alfonso Santimone, Francesco Bigoni, Danilo Gallo, Zeno De Rossi, Stefano Senni, Stefano Bedetti, Walter Paoli, Piero Odorici, Karl Potter, Patrizio Fariselli, Mario Feres, Orchestra del Conservatorio Verdi di Milano, Orchestra città di Ferrara. Ha partecipato a festival tra i quali Umbria Jazz Winter, Veneto Jazz, Crossroads, Mantova Music Festival, IJazz di Amsterdam, Festival di Lugano e calcato i palchi di numerosi teatri italiani.

Stefano Nanni, pianista, compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra jazz. Si è diplomato  col massimo dei voti in pianoforte al conservatorio G. Nicolini di Piacenza, in direzione di coro e musica polifonica, in arrangiamento e orchestrazione jazz, poi in composizione al  conservatorio G. B. Martini.  Impossibile sintetizzare in breve la sua carriera che spazia dall'attività concertistica al forte impegno come arrangiatore, compositore e direttore/band leader sia nell'ambito della musica leggera, jazz, cinematografica e classica contemporanea. Da ricordare almeno la collaborazione come pianista e arrangiatore del tenore Luciano Pavarotti nell'ambito del "Pavarotti International", l'esperienza del Music Train Quintet, i lavori prodotti per Danilo Rossi, Mario Brunello, Vinicio Capossela.

Achille Succi, sassofonista e clarinettista modenese, é stato recentemente indicato come uno dei musicisti europei che verranno alla ribalta nei prossimi 10 anni (Bill Schoemaker, Giornale della Musica gennaio 2010), mentre Mario Gamba lo definisce come uno dei musicisti tra i piú geniali del Jazz italiano (Alias, 20/3/2010). Tra i numerosi artisti con cui ha collaborato ci sono Uri Caine, Louis Sclavis, Ernst Reijseger, Pierre Dørge, Kenny Wheeler, Franco D’andrea, Sylvie Curvoisier, Ralph Alessi, Butch Morris; prendendo parte inoltre alla registrazione di numerosi CD e concerti in Europa e nel mondo. Come leader ha al suo attivo due CD,“Shiva’s dance” e “Terra”, oltre ad un lavoro in duo con il contrabbassista Salvatore Maiore: “Pequenas flores do inferno”. Insieme a Fabrizio Puglisi e Alberto Capelli ha fondato il gruppo “Atman”, e con il pianista Christopher Culpo ha realizzato il cd “Fresh Frozen”, per l’etichetta “El gallo rojo records”. Intensa anche la sua attività didattica presso i più importanti conservatori ed istituzioni italiane, come i conservatori di Bologna, Ferrara, Brescia e la Libera Università del Jazz di Siena. 

All’estero è stato docente agli European Jazz Workshops in Hessen (Germania) e alla musik Akademie di Poznan (Polonia). Nel 2010 é stato votato dalla rivista “Insound” migliore musicista nella categoria fiati. Nel 2012 è stato votato dalla rivista “Jazzit” come migliore musicista nella categoria sax contralto.


L’etichetta Dodicilune è attiva dal 1996. Dispone di un catalogo di oltre 220 produzioni di artisti italiani e stranieri ed è distribuita in Itali a e all'estero da IRD in circa 400 punti vendita tra negozi di dischi e store. I dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online, ascoltati e scaricati su una cinquantina tra le maggiori piattaforme del mondo.

Track List
1 - The Ballad of the Blood Stained Sea (a P.P. Pasolini)
2 - Wheels Poem (a Guido e Giordano, poeti del pedale)
3 - Je me suis fait tout petit (all’amore) - (G. Brassens)
4 - Blues for Maria
5 - Frammento 41
6 - Closeness Blues (agli amici)
7 - Our Spanish Love Song (Charlie Haden)
8 - Landscape from Ca’ di Zocco
9 - Morning Prayer
10 - The Lighthearted Arrow (a Ilaria)
11 - Nenè
12 - Spiritual (Charlie Haden)
13 - Milonga (a Daniela, Gabriele e Sandra)
14 - Sutika
15 - Berceuse pour maman

All compositions 
by Roberto Bartoli (Edizioni Dodicilune) 
except 3, 7, 12

Personnel
Achille Succi - clarinetto basso
Stefano Bedetti - sax tenore
Daniele Santimone - chitarra classica e acustica
Stefano Nanni - piano

Recording Data
Total time 58:38 STEREO DDD
p 2018 DODICILUNE (Italy)
c 2018 DODICILUNE (Italy)
www.dodicilune.it
CD DODICILUNE DISCHI Ed404
8033309694047

Produced by Roberto Bartoli and Gabriele Rampino for Dodicilune edizioni, Italy
Label manager Maurizio Bizzochetti (www.dodicilune.it
Recorded 12,13 May 2017 and 13 February 2018 at Marzi Recording Studio, Riccione, Italy
Mixed and mastered Fabruary 2018 at Marzi Recording Studio, Riccione, Italy Sound engineer Daniele Marzi
Cover image Massimo Golfieri
Photos by Roberto Cifarelli, Fabrizio Lippolis, Maria Iuliano, Massimo Golfieri


Tuesday, January 16, 2018

Francesco Fiorenzani - Silent Water (AUAND RECORDS 2018)



Il chitarrista e compositore Francesco Fiorenzani pubblicherà il suo album d’esordio Silent Water il 12 gennaio per l’etichetta Auand (distribuzione Goodfellas). Fiorenzani è alla guida di un quintetto composto da Achille Succi (sax alto/clarinetto basso), Luca Sguera (pianoforte), Francesco Ponticelli (contrabbasso) e Bernardo Guerra (batteria). 

La scelta dei membri del gruppo è stata motivata dalla loro esperienza e dalle affinità musicali riscontrate con Fiorenzani. Achille Succi vanta una lunga carriera di collaborazioni e lavori brillanti, ma è stata la sua ‘voce’ ineguagliabile a rendersi una costante fonte di ispirazione indispensabile per la trama imbastita da Fiorenzani. L’incontro con Luca Sguera è avvenuto da studenti all’interno della Siena Jazz University. 

E’ un giovane pianista molto promettente, dotato di una sensibilità rara per i timbri e i respiri nella musica che l’hanno reso sapiente nel dialogo con la chitarra. Francesco Ponticelli al contrabbasso, rappresenta per Fiorenzani l’ideale di bassista: background musicale aperto a 360 gradi ed estremamente dotato di solidità strumentale ma soprattutto di immaginazione. Infine Bernardo Guerra alla batteria, anche lui giovane ma ormai lanciato nel panorama jazz italiano, un musicista di sostanza che sempre mette le proprie idee al servizio della musica.

Il progetto nasce nel 2016 e la vittoria del concorso per giovani compositori sponsorizzato dall’U.N.C.L.A. e dal Ministero della Cultura Italiana, ha contribuito alla sua uscita discografica.

Il repertorio è composto esclusivamente da brani originali composti da Fiorenzani, dove emergono le influenze che hanno segnato la sua personalità nell’iniziare questo percorso. Il jazz è certamente il linguaggio a cui le composizioni fanno riferimento, soprattutto nell’intenzione ritmica e nello sviluppo formale del repertorio.

Sono inoltre chiare le influenze provenienti della scena newyorkese dagli anni ’90 ad oggi, dove l’ispirazione arriva dai lavori di artisti come Kurt Rosenwinkel, David Binney e Ambrose Akinmusire.

Il risultato è una musica che trova un’equilibrata sintesi tra melodie orecchiabili ma raffinate e una costruzione sapiente di armonie ad esse legate simmetricamente.


Produced by Francesco Fiorenzani
Executive Producer: Marco Valente
Recorded at Entropya Studio, Perugia – Italy on May 22-24, 2017
Engineer: Gabriele Ballabio and Stefano Bechini
Cover Photo: Ester Scapini


Friday, December 29, 2017

Samo Salamon / Szilárd Mezei / Achille Succi - Free Sessions Vol. 1: Planets of Kei (NOT TWO RECORDS 2017)



1. Trio I 4.10
2. Duo Achille & Samo 2.46
3. Trio II 4.00
4. Duo Samo & Szilard 4.24
5. Trio III 6.12
6. Trio IV 3.30
7. Trio V 5.32
8. Duo Samo & Szilard II 2.50
9. Trio VI 7.12
10. Duo Achille & Szilard 4.28
11. Trio VII 10.08
12. Trio Suite 13.52

Samo Salamon – acoustic guitar
Szilard Mezei – viola
Achille Succi – bass clarinet, alto sax

All tunes by Salamon, Mezei & Succi, except no. 2 by Succi & Salamon, no. 10 by Succi & Mezei and no. 4 and 8 by Salamon & Mezei.

Recorded in Maribor in September 2016. Recorded and mixed by Darko Kukovič. Mastered by Samo Salamon

Friday, March 31, 2017

Samo Salamon Sextet - The Colours Suite (CLEAN FEED RECORDS 2017)



Here is one more live recording of the Ljubljana Jazz Festival, featuring the Slovenian guitarist, and former John Scofield’s student, who is unanimously pointed out as one of the most defying players today in Europe: Samo Salamon. The Sextet is of transnational constitution, putting together the cream of the European scene, namely a British, Julian Arguelles, two Italians, Achille Succi and Roberto Dani, a French-German, Pascal Niggenkemper, and a German, Christian Lillinger. The presence of two drummers was an old Salamon’s aspiration, as it was the desire to have with him, for the first time, an «amazing» (his own adjective) double bassist like Niggenkemper and to continue to work with Succi, who contributed to another album by the composer of “The Colours Suite”, “Ornethology”. Being each one of the participants specially picked for this project, Samo Salamon wrote the suite thinking about the personalities of these musicians. This was the modus operandi of Duke Ellington, and there’s something of that heritage here, namely the combination of complex harmonic and rhythmic motives with open improvisation, the results giving us the «feel of a living organism». In two words: powerful music, not to be missed.


1 Yellow
2 Black
3 Green
4 Red
5 White
6 Brown
7 Blue
8 Grey

Achille Succi  bass clarinet
Julian Arguelles  tenor and soprano sax
Samo Salamon  guitar
Pascal Niggenkemper  bass
Roberto Dani  drums
Christian Lillinger  drums


Friday, April 29, 2016

Succi Saiu Papetti - Three Branches (2016)


Label: El Gallo Rojo Records


Three Branches è un no-leader trio dall'organico inusuale, formato da tre affermati musicisti del nuovo jazz italiano.  “Three branches” (tre rami) è un piccolo gioco di parole che richiama i rami d'albero (tree branches) e al contempo suona come “free branches”, ovvero rami liberi di muoversi, rami sciolti. Anche la musica di questa formazione è una sorta di jeux-de-mots, tra contenuti e forme diverse, fondato su un repertorio di brani originali di tutti i componenti. Tre personalità molto diverse tra loro ma legate da radici comuni, qui in un continuo dialogo contrappuntistico, disegnano situazioni sonore imprevedibili e variegate. Come ramificazioni di un albero in lenta ma continua trasformazione, 
reminiscenze folk, improvvisazioni free jazz e insolite sonorità cameristiche si susseguono nel creare una musica che gioca con leggerezza colori diversi, dal pathos impressionista, all’ironia onirica, sino a divertenti ritmi tropicali.  

Allora: ci sono un modenese, un cagliaritano e un bresciano.

Anzichè comportarsi come in una tipica barzelletta, questi suonano e basta. Composizioni originali che possono anche far sorridere qua e là, ma non solo.

Suonano tre strumenti di legno, materiale al quale il suono del gruppo deve molto a livello acustico e energetico: l'odore di bosco, la legna che arde, la solida vitalità di un tronco.

Come ramificazioni di un albero in lenta ma continua trasformazione, reminiscenze folk, jazz libero, insolite sonorità cameristiche si susseguono nel creare una musica che gioca con leggerezza colori diversi, dal pathos romantico all’ironia onirica.


1.Brown 04:06
2.Fresh Flesh 05:28
3.Phrygia 05:33
4.Sacrofano 05:03
5.Gigiù Madama 04:16
6.Oslo 05:28
7.Fellini 05:06
8.Odore di Corriera 06:19
9.Reefing 04:25
10.Kolm 06:30
11.Satolly 05:47
    

Achille Succi - Bass Clarinet
Francesco Saiu - Electric Guitar
Giacomo Papetti – Double Bass