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Friday, April 23, 2021

Sandro Gibellini, Ares Tavolazzi & Mauro Beggio - Put On a Happy Face (April 23, 2021 Caligola Records)

Sorprende che un gruppo nato nel 1996, formato da tre riconosciuti maestri della scena jazzistica italiana, abbia pubblicato sin qui soltanto tre dischi. Ancor più stupisce che, dopo «You and the night and the music» (1999) e «Let’s face the music and dance» (2001) – pubblicati entrambi dalla Splasc(h) Records – siano dovuti passare ben nove anni affinché Sandro Gibellini, Ares Tavolazzi, Mauro Beggio vincessero la pigrizia e si convincessero a raccogliere e incidere del nuovo materiale per questo terzo atteso lavoro. I loro numerosi estimatori lo aspettavano da tempo. Nelle nove tracce di «Put on a happy face», registrato in uno studio toscano nel marzo del 2009, vengono esaltate le principali caratteristiche del trio, che sono la costante ricerca dell’interplay – in una sorta di continuo dialogo tra i musicisti – e la freschezza della musica proposta. Il repertorio, scelto con estrema cura, mescola standard (alcuni celeberrimi come Moon river di Henry Mancini o la gershwiniana Strike up the band, altri meno noti come I’m through with love, delizioso brano d’apertura o quello, dallo swing fluido e contagioso, che dà il titolo all’album) a composizioni originali, una di Tavolazzi, un valzer, e tre di Gibellini.

Appare riuscita in particolare la ripresa di Jazz dream, che i suoi co-autori, il chitarrista bresciano ed il cantante Alan Farrington, presente come ospite soltanto in questo brano, avevano già proposto tre anni or sono in duo nel riuscito disco «Two of us…» (Caligola 2082). Il trio suona con grande relax, senza per questo apparire leggero o superficiale. Le linee melodiche di Sandro Gibellini, chitarrista estremamente versatile, sempre puntuale ed elegante, rispettoso della tradizione jazzistica ed allo stesso tempo originale, sono un invito a nozze per il raffinato contrabbasso di Ares Tavolazzi, dalla cavata agile e profonda, che trova a sua volta nel fantasioso e solido “drumming” di Mauro Beggio un partner altrettanto ideale.

Poco importa che ad intrecciare il dialogo siano musicisti di età e formazione così diverse (Tavolazzi è nato nel 1948, Gibellini nel 1957, Beggio nel 1970: fra il primo ed il terzo c’è quindi lo spazio di un’intera generazione). Questa è piuttosto la riprova, se mai ce ne fosse bisogno, che nella musica la differenza d’età non ha mai rappresentato un serio problema, né a nostro parere lo potrà mai costituire.

1. I'm Through With Love 08:00
2. Sati 06:14
3. Moon River 07:44
4. Strike Up the Band 03:33
5. Piccolo valzer per Ruiz 04:32
6. Question Mark 05:49
7. Put On a Happy Face 05:01
8. Flamingo 09:42
9. Jazz Dream 03:31

Sandro Gibellini (electric guitar)
Ares Tavolazzi (double bass)
Mauro Beggio (drums)

Special guest: Alan Farrington (vocals) on n° 9 

Sunday, April 4, 2021

Michele Calgaro - Round About Monk (April 4, 2021 Caligola Records)

Chitarrista di formazione autodidatta, si specializza negli anni ‘80 nella tecnica del fingerpicking con Duck Baker, Stefan Grossman e John Renbourn. Approfondisce in seguito lo studio dell’improvvisazione e del linguaggio jazzistico grazie alla frequentazione di stages tenuti da Mick Goodrick, Jim Hall, Lee Konitz e Dave Holland. Dopo essersi messo in luce nei corsi estivi di Siena Jazz ’90, dal 1991 è direttore della scuola di musica Thelonious, di Vicenza. Conosce il sassofonista canadese Robert Bonisolo, e con lui guida un quartetto completato da Lorenzo Calgaro, contrabbasso, suo fratello, e Gianni Bertoncini, batteria, che registra nel 1995 per la Flex Records «The Edge», con ospite Paolo Fresu.

Suona quindi nei gruppi di Claudio Fasoli (quartetto e trio) e nella Lydian Sound Orchestra diretta da Riccardo Brazzale, con cui registra tre dischi. Collabora inoltre con Kenny Wheeler, Manfred Schoof, Erik Truffaz e Claudio Roditi, ma anche con alcuni dei migliori jazzisti italiani, come Mauro Negri, Paolo Birro, Pietro Tonolo. Ha suonato nel disco e nel tour di «Del Magico Mondo», un ambizioso lavoro del cantautore Federico Zecchin, cui hanno partecipato Rossana Casale e Giorgio Albertazzi.

Oltre a guidare proprie formazioni, Calgaro suona spesso con la cantante chicagoana Cheryl Porter e nel Monkgomery Quartet, assieme all’amico chitarrista Sandro Gibellini. «Round About Monk» è quindi il primo disco firmato da Michele Calgaro come unico leader (in «The Edge» le scelte musicali erano infatti condivise con Bonisolo). L’originalità del lavoro, in cui ci vengono offerte delle personali rivisitazioni del repertorio monkiano (più un brano originale, Lazy Cats), sta nella varietà delle formazioni assemblate dal chitarrista vicentino, che vanno dal trio all’ottetto, senza tralasciare una parentesi per sola chitarra (Crepuscule with Nellie).

Suggestive sono soprattutto le esecuzioni dell’ottetto, da Bemsha Swing a Monk’s Mood, grazie ai preziosi arrangiamenti di Calgaro, capaci di bilanciare sapientemente gli insieme orchestrali dei fiati ed i brillanti assoli degli musicisti coinvolti nel progetto, da Kyle Gregory a Robert Bonisolo, da Ettore Martin a Beppe Calamosca. Due brani (Let’s Cool One ed il già citato Lazy Cats) sono eseguiti in trio con Lorenzo Conte ed Eliot Zigmund, vero e proprio maestro della batteria, per anni al fianco dell’indimenticato pianista Bill Evans.

1. Bemsha Swing 06:16

2. Ugly beauty 06:06

3. Epistrophy 06:21

4. Let's Cool One 05:18

5. Four In One 05:18

6. Monk's Mood 07:50

7. Crepuscole With Nellie 02:28

8. Brilliant corners 05:13

9. Lazy Cats 04:40


Michele Calgaro (chitarre)

Lorenzo Calgaro e Lorenzo Conte (contrabbasso)

Mauro Beggio ed Eliot Zigmund (batteria)

Robert Bonisolo ed Ettore Martin (sax tenore)

Kyle Gregory (tormba)

Beppe Calamosca (trombone)

Dario Duso (tuba)

Sunday, October 28, 2018

Pietro Tonolo / Michele Calgaro / Paolo Birro / Salvatore Maiore / Mauro Beggio - Deep Art Men (CALIGOLA RECORDS 2018)


Da qualche anno ormai il jazz è diventato corso di laurea nei Conservatori italiani. Il rischio, per una musica che si è sempre distinta per l’esuberante vitalità e la sincera voglia di suonare dei musicisti, è quello di sedersi sugli allori passati, accontentandosi di un banale deja–vu. Ciò non è successo a Vicenza, dove cinque talentuosi ed affermati jazzisti si sono incontrati fra le mura di un conservatorio ed hanno deciso oltre che di insegnarvi, di suonare insieme facendolo nella maniera più naturale possibile: un repertorio di brani originali, alcuni concerti per rodarlo, e poi tutti in studio di registrazione per cementare il gruppo intorno ad un prodotto comune.

Anche il titolo dato al disco dell’inedito quintetto lo conferma, visto che «Deep Art Men» ci ricorda chiaramente che si tratta degli insegnanti del Dipartimento Jazz del Conservatorio A.Pedrollo di Vicenza. Tornano utili al proposito le note di copertina scritte da Federico Benedetti, sassofonista, già allievo di Pietro Tonolo, che al suo maestro ha dedicato la traccia conclusiva dell’album, Tonolulu. Creatività ed entusiasmo traspaiono infatti “… nella solare serenità di Airport, con Birro sorprendente al piano elettrico; in Dettato, brano tranquillo ma allo stesso tempo deciso ed incalzante; negli shorteriani Progression e Porto Franco, dove Calgaro si mostra particolarmente eloquente, ma anche nella magia notturna di Bluerik, geniale omaggio postmoderno a Satie, che Tonolo colora delle numerose sorprese che riesce ad estrarre dal suo sax tenore …”.

Merita ancora di venire ricordata “… tra le altre numerose perle, Ammentos, una vera festa, che evoca la ricchezza di tutti i sud del mondo, in cui Maiore e Beggio tessono con efficacia un caleidoscopio poliritmico in cui tutti si gettano a capofitto in un gioco scoppiettante di idee sonore …”. Un disco da ascoltare con la massima attenzione, perché in grado di riservare nuove e belle sorprese ad ogni successivo ascolto.


Friday, May 13, 2016

Three Reeds Quintet - Across Two Centuries (feat. David Liebman, Federico Benedetti, Romano Pratesi, Paolo Ghetti & Mauro Beggio) 2016



David Liebman alla presentazione dell’album “Across two centuries”

Il sassofonista americano di fama mondiale in concerto con il gruppo gruppo "Three Reeds Quintet" al Jazz Club

Lieb concIn occasione dell’uscita del Cd “Across two centuries”, al Jazz Club Il Torrione di Ferrara si terrà un concerto di presentazione dell’album, mercoledì 11 maggio alle ore 21.30.

La presenza nel gruppo “Three Reeds Quintet” –  insieme a Federico Benedetti al sax alto, Romano Pratesi al clarinetto basso, Paolo Ghetti al contrabbasso e Mauro Beggio alla batteria – di David Leibman al sax soprano e tenore, basta a fare di tale occasione un evento da non perdere.

David Liebman, jazzista americano di fama mondiale, oltre ad aver fatto parte dei mitici gruppi di Miles Davis negli anni 70, ha collaborato con Chick Corea, Dave Holland, Elvin Jones, Pat Metheny, in più dei propri progetti e di un’incessante attività didattica culminata con la creazione dell’Associazione Internazionale delle Scuole di Jazz, Iasj. Una carriera esemplare nella costruzione di un progetto artistico coerente e senza compromessi hanno fatto di David Liebman un modello per almeno due generazioni di jazzisti.

David Liebman, soprano sax
Federico Benedetti, alto sax
Romano Pratesi, bass clarinet
Paolo Ghetti, double bass
Mauro Beggio, drums

01. Across Two Centuries
02. Boo Doo
03. Pablo’s Story
04. Like a Monkey in a Rocket
05. Blue Rose
06. Brite Piece
07. Thinging
08. Blindfold Test
09. Caruso
10. Pendulum

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